muore dopo otto giorni di agonia
Si è concluso nel peggiore dei modi il ricovero del cittadino di origine nordafricana rimasto ferito lo scorso 18 luglio a ridosso dello scalo ferroviario Togliatti, nella periferia est della Capitale.
Dopo un’estenuante lotta durata oltre una settimana nel reparto di rianimazione, le gravi lesioni riportate nell’agguato si sono rivelate fatali.
I fatti risalgono alle 16:30 di quel pomeriggio, quando diverse segnalazioni al 112 avevano richiesto l’invio urgente di pattuglie e ambulanze per un uomo rinvenuto privo di conoscenza e con evidenti ferite da taglio sull’asfalto.
La ricostruzione: il coraggio di sventare il colpo
Gli accertamenti portati avanti dagli uomini della Polizia di Stato hanno delineato i contorni di una vicenda scaturita da un atto di difesa personale. La vittima avrebbe notato un conoscente finito nel mirino di un rapinatore e sarebbe intervenuta per interrompere l’azione criminosa.
Ne è nato un violento scontro, durante il quale il malvivente ha estratto un cacciavite, affondando diversi colpi prima di far perdere le proprie tracce.
All’arrivo del personale sanitario dell’Ares 118, le condizioni del ferito sono apparse subito gravissime, imponendo la corsa disperata in ospedale in codice rosso.
Contestazione penale aggravata: da tentato omicidio a omicidio
Il tempestivo lavoro investigativo svolto dagli agenti del Reparto Volanti ha permesso di risalire nel giro di breve tempo all’identità del sospettato, un uomo di origini gambiane.
Con il sopraggiunto decesso dell’aggredito, la Procura di Roma modificherà formalmente la struttura dell’imputazione, contestando da tentato omicidio a omicidio.
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