Emilia Romagna

il “Sacro Tour” arriva in piazzale Roma


“Riccione Music City” si prepara ad accogliere una delle voci femminili più intense e innovative del panorama musicale italiano: Serena Brancale. Martedì, 4 agosto, piazzale Roma ospiterà la tappa del suo “Sacro tour”, uno spettacolo che promette di unire energia e spiritualità, groove e introspezione, radici e sperimentazione, confermando Serena come una delle artiste italiane più apprezzate del momento.

L’artista pugliese ha aperto il 2026 con la partecipazione alla 76esima edizione del Festival di Sanremo con “Qui con me”, che le è valso il premio della Sala Stampa “Lucio Dalla”, il premio Lunezia e il premio Tim. Ad aprile è tornata con “Al mio paese” (disco d’oro), in collaborazione con Delia e Levante, singolo che si inserisce all’interno del suo nuovo album “Sacro”, pubblicato lo scorso 10 aprile e che di recente ha conquistato la vetta della classifica EarOne dei brani più ascoltati in radio.

Oltre alla partecipazione in “Serenata” (platino) insieme ad Alessandra Amoroso, Serena ha superato i confini nazionali regalando autentiche perle con vere icone della musica mondiale. Tra queste, l’acclamato cantautore jazz e soul americano Gregory Porter (vincitore di due Grammy), presente sia nel classico “Bésame mucho” di Consuelo Velázquez, già reinterpretato all’Ariston con Delia, sia nell’inedito “Solo un’ora” insieme alla rivelazione Sayf. Spicca anche lo splendido incontro con Omara Portuondo, leggendaria voce cubana, in “Aquello”, impreziosito dalla collaborazione con Pamela. L’album vanta inoltre la partecipazione straordinaria di Richard Bona – virtuoso cantante e polistrumentista camerunese vincitore di un Grammy – nel brano “Gitana”, oltre alle contaminazioni tra nu-soul, jazz, R&B e world music sviluppate insieme ad Alborosie.

Il suo “Sacro Tour”, partito il 30 aprile da Londra, arriverà a Riccione martedì 4 agosto, confermando Serena Brancale come una delle voci italiane più riconoscibili e apprezzate anche oltre confine. “Sul palco saremo in sedici: otto musicisti e otto ballerini. È una formazione importante, perché sentivo che fosse arrivato il momento giusto per festeggiare e trasformare il concerto in una vera festa di paese – dichiara l’artista -. E, a dire il vero, non so nemmeno quale sia il paese giusto: so soltanto che la mia terra, la Puglia e Bari, resta sacra. È Bari che canto, e lo si percepisce nel dialetto e nelle parole: anche quando si mescolano ad altre sonorità, la matrice resta sempre il barese. … Ma lo spettacolo ha tante altre sfaccettature: ci sono la salsa, la musica gitana, tutto ciò che amo ballare e che desidero condividere con il pubblico. Voglio che la gente si diverta insieme a me, perché, in fondo, questo concerto sarà sempre una grande festa, arricchita dalla presenza di tanti ospiti”.


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