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“Molto forte e molto cruento”, Dario Argento e il nuovo film

Dario Argento tornerà a girare un film e l’interprete sarà Isabelle Huppert. La notizia è apparsa tra le ultime righe di una risposta che il regista romano ha fornito in un’intervista all’Adnkronos durante l’ultimo Milano Film Fest, diverse settimane fa. “È un film molto forte, molto cruento. Isabelle Huppert è stupenda. Un’attrice di una classe inaudita. Io ho visto tutto quello che ha fatto: cinema, televisione, teatro. È uno spettacolo vederla”, aveva specificato Argento tra una battuta sulla colpa attribuita allo spettatore per i cinema vuoti e il racconto dello schivare registi francesi, inglesi, danesi (?) che cercano di carpirgli segreti creativi.

Altri indizi Argento li aveva forniti a CinecittàNews e a Il Messaggero, specificando che il film s’ispira a una pellicola messicana degli anni Quaranta e che sarà influenzato dal surrealismo allora in voga. Il curioso connubio Argento-Huppert, che potrebbe perfino far riemergere gli echi sinistri di Clara Calamai dall’ascensore di Profondo rosso, dove era rimasta decapitata, ha avuto una certa eco su numerosi siti web di genere, soprattutto statunitensi, dove Argento rimane ancora un’icona venerata della storia dell’horror.

Su wordofreel.com danno Parigi come location delle riprese e settembre 2026 come periodo del primo ciak, anche se questo progetto “era previsto per il 2022, poi nel 2023 e infine nel 2024”. Insomma, ogni volta che Argento parla del suo “nuovo film”, almeno negli ultimi vent’anni, va tutto preso con le pinze. Di contro, il fatto che comunque il progetto sia in una fase perlomeno avanzata lo attestano le parole dell’attrice francese riportate dal sito statunitense: “Dario è un regista di grande talento […] Sono felice di poter finalmente realizzare questo film con lui. È un artista così particolare e originale, ma non posso rivelare troppo su questo progetto”.

“Uno dei motivi dei ritardi è stata la frattura del femore subita da Argento durante una caduta nel 2023”, continuano i redattori americani. Allo stesso tempo, in pieno agosto 2025, Argento ebbe una crisi respiratoria mentre si trovava a Ischia e venne ricoverato d’urgenza. Passata, pardon, la paura, Argento è poi tornato arzillo e lucido come sempre, con i suoi 85 anni, alla ricerca di un rilancio, o almeno di una traccia di sé, che possa perlomeno dare un senso a una carriera clamorosa concentratasi però tra gli anni Settanta e Ottanta con folgorazioni grandguignolesche e terrorizzanti come Profondo rosso, Suspiria, Tenebre o con i primissimi L’uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code e Quattro mosche di velluto grigio.

Sia Giallo (2009), che aveva convogliato in scena Adrien Brody ed Emmanuelle Seigner e creato una serie di grossi problemi legali legati alla distribuzione americana e anche con il premio Oscar, sia Occhiali neri (2022), presentato con una certa enfasi alla Berlinale e uscito in sala con incassi a dir poco miserelli, non hanno mai riscontrato il plauso della critica e la vicinanza del pubblico, relegando Argento a icona storica dell’horror, fermatasi nella sua ascesa creativa sulla soglia della fine del Novecento. Che l’incontro con la Huppert e il surrealismo “messicano” allontani la pensione e porti aria nuova?


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