La finanza per l’innovazione e l’Ai come leve per lo sviluppo

I benefici possono essere particolarmente importanti nella manifattura. L’intelligenza artificiale può aiutare a prevenire guasti, ridurre sprechi, ottimizzare l’uso di energia e materiali, accelerare la progettazione, migliorare la qualità dei prodotti. Può trasformare i dati accumulati nei processi produttivi in conoscenza, innovazione, efficienza.
Ma l’impatto andrà ben oltre questi aspetti. Nel campo della medicina, ad esempio, l’Ai può rendere più rapide e accurate le diagnosi, migliorare i percorsi di cura, accelerare la ricerca di nuovi farmaci e terapie; un ambito in cui il progresso tecnologico può tradursi direttamente in benessere per le persone.
Più in generale, essa inciderà sull’organizzazione del lavoro, sulla formazione, sul modo stesso in cui prendiamo decisioni.
Come in ogni grande trasformazione tecnologica, alcune attività cambieranno profondamente, altre nasceranno. La differenza rispetto al passato è la velocità del cambiamento. Per questo la transizione va preparata e governata: occorre investire nelle competenze, accompagnare i lavoratori più esposti, evitare che i benefici si concentrino in poche imprese, in pochi settori o in pochi territori.
È necessario agire con decisione affinché il progresso tecnologico si traduca in progresso umano. È questo il senso dei richiami di Papa Leone e del Presidente Mattarella: l’intelligenza artificiale deve restare al servizio della persona, della dignità del lavoro, della responsabilità e della libertà. Solo così il cambiamento potrà essere percepito come un’opportunità, non come una minaccia da cui difendersi.
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