Marche

Minacce al sindaco di Porto San Giorgio, Vesprini ha querelato. «Ora un giro di vite nei controlli»

PORTO SAN GIORGIO Sicurezza, in seguito alle minacce il sindaco ha sporto denuncia. «Ho denunciato il soggetto responsabile delle minacce. Non mi faccio intimorire» ha detto il sindaco Valerio Vesprini dopo le minacce scaturite dalla recente stretta su controlli e sicurezza in città. Ad esprimergli solidarietà, anche la minoranza del Partito Democratico. 

 
I controlli 

Le minacce all’indirizzo del primo cittadino sarebbero state manifestate da uno dei soggetti protagonisti dei controlli, il quale gli avrebbe detto «ti squarto». Un gruppo di ragazzi molesti aveva infastidito dei bagnanti ed è stato necessario l’intervento degli agenti. «Ho sporto denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale. Non mi faccio intimorire -ha dichiarato il sindaco Valerio Vesprini- ribadisco la tolleranza zero e la predisposizione di controlli su controlli. Questi soggetti devono avere rispetto degli altri. Non possiamo essere in balìa di quattro persone che fanno il bello e il cattivo tempo che danno fastidio ai bagnanti. Si tratta di soggetti impuniti che si sentono padroni del mondo. Non permettiamo comportamenti simili, metteremo in campo tutte le misure possibili di concerto con le Forze dell’ordine, anche attraverso l’utilizzo dei cani. Non ci facciamo intimorire, predisporremo controlli a tappeto e continueremo ad essere presenti come facciamo da tre anni a questa parte». 

Il Pd 

Il Pd, in un comunicato ha espresso «solidarietà al sindaco Vesprini per le gravi minacce ricevute. Serve però un cambio di passo per affrontare davvero il fenomeno delle bande giovanili». Dai banchi della minoranza, il Pd ha fatto sapere che «ogni intimidazione nei confronti di un rappresentante delle istituzioni è un fatto inaccettabile da condannare senza esitazioni. A chi svolge il proprio ruolo nell’interesse della comunità devono essere garantiti rispetto, sicurezza e il sostegno di tutte le forze politiche e sociali. Allo stesso tempo, riteniamo che quanto accaduto induca l’amministrazione a una riflessione sull’efficacia delle politiche messe in campo per contrastare il crescente disagio giovanile e i fenomeni di aggregazione violenta che da tempo preoccupano cittadini, famiglie e operatori economici. Operazioni di controllo e repressione sono necessarie, ma da sole non bastano.

Gli episodi che continuano a verificarsi dimostrano che non è stata costruita una strategia capace di prevenire il fenomeno e di affrontarne le cause. Servono interventi coordinati che coinvolgano scuole, famiglie, associazioni sportive, realtà educative e servizi sociali, insieme a un rafforzamento della presenza educativa e di presidio nei luoghi maggiormente frequentati dai giovani. Da mesi si parla di tolleranza zero, ma i fatti dimostrano che gli slogan non sono sufficienti a garantire sicurezza e convivenza civile». 

Un piano 

«È necessario – ha fatto sapere il Pd – passare da interventi emergenziali a un vero piano strutturale che sappia coniugare sicurezza, prevenzione e inclusione». Il Pd ha poi chiesto all’amministrazione di farsi promotrice e garante di ogni forma di legalità all’interno della città. 




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