Economia

Logistica, nel 2025 boom dei costi per il trasporto stradale, stabile quello ferroviario

Aumento dei costi del trasporto stradale del 10% circa, stabili invece i prezzi del trasporto ferroviario e in diminuzione quelli del trasporto aereo. Sono questi alcuni dei rilevi principali della «Indagine sui trasporti internazionali di merci» di Banca d’Italia per il 2025. L’incidenza dei costi di trasporto sull’interscambio delle merci italiane è rimasta stabile rispetto al 2024 per le esportazioni (2,6 per cento), ma è lievemente scesa per le importazioni (dal 4,2 al 4,1 per cento). Secondo l’analisi di Palazzo Koch, «tali andamenti riflettono dinamiche eterogenee nei vari comparti».

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Il quadro

Per quanto riguarda il trasporto su strada, nel 2025 i costi medi sono tornati ai livelli, elevati, registrati nel 2022. Assieme alla crescita dei volumi movimentati, ha giocato un ruolo importante nel rialzo (+10 per cento circa, come detto) anche l’incremento dei costi operativi: il principale è il salario dei conducenti, legato alla persistente carenza di personale. La penuria di operatori, assieme al calo delle immatricolazioni di mezzi pesanti in Europa, ha causato una riduzione delle capacità di trasporto.

La crescita dei costi ha riguardato tutte le aree geografiche. Nel settore su rotaia, i costi medi di trasporto per tonnellata sono nel complesso rimasti stabili: sono infatti moderatamente cresciuti nel settore container e calati altrettanto in quello delle rinfuse. La flessione dei costi operativi ha invece avuto un impatto sul trasporto aereo, settore che ha registrato in media un calo dei costi.

Il trasporto via mare non può essere considerato come un settore unitario, in quanto le varie tipologie di naviglio utilizzate sono caratterizzate da un’ampia eterogeneità tariffaria. Per quanto riguarda il trasporto di container, i costi si sono significativamente ridotti dopo gli incrementi eccezionali del 2024. Secondo Via Nazionale, il dato deve essere messo in relazione con l’espansione dell’offerta di stiva e con l’indebolimento del potere di mercato delle grandi alleanze tra società armatoriali.

Importazioni ed esportazioni

La riduzione è stata particolarmente marcata per i noli all’importazione (-26 per cento), cresciuti enormemente nel 2024 dopo il dirottamento dei traffici verso il Capo di Buona Speranza.


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