Puglia

Uomo trovato morto a levante con morsi di animale, per lo zoologo Forconi si tratta di un lupo

Un uomo di circa 35 anni, polacco senza fissa dimora, è stato trovato senza vita nel pomeriggio di martedì 23 giugno sul lungomare della contrada Ariscianne, a Barletta. Testimoni hanno dichiarato di averlo visto lì anche nei giorni passati. La morte potrebbe essere stata provocata da un malore oppure da una semplice, ma terribile, caduta sugli scogli. Tuttavia il corpo dell’uomo presentava evidenti segni di morsi anche alla testa e in effetti nello stesso pomeriggio era stato avvistato da più persone quello che pare con pochi dubbi un lupo maschio, di cui si è tentata vanamente la cattura, con relativo filmato di Rai News.

“Quello che non comprendiamo – dichiarano i referenti dell’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali –  è perché le valutazioni dei veterinari della Asl Bat abbiano supposto che l’animale aggressore – che sia stato l’uccisore dell’uomo o che lo abbia addentato quando era già morto – fosse un cane inselvatichito e non un lupo, come ipotizzato inizialmente. I veterinari Ivana Ceci e Patrizia Battista, insieme al tecnico della prevenzione Pierluigi Cignarella, avrebbero escluso che si tratti di un lupo, ritenendo invece più probabile un cane inselvatichito, verosimilmente un incrocio con un lupo cecoslovacco. Secondo loro, occhi, orecchie e mantello dell’animale non presenterebbero le caratteristiche tipiche del lupo. Non è affatto così. Senza dubbio gli addetti dell’Asl l’hanno detto in buona fede, e quindi non si tratta di uno degli usuali tentativi di animalisti e ambientalisti di “assolvere a prescindere” i lupi, tuttavia ciò ha comportato che i media addirittura asserissero che si trattava di un cane.

Forse per inesperienza con gli animali selvatici, poiché semmai tale servizio veterinario si occupa di cani e non di lupi, hanno fatto e divulgato anticipazioni azzardate, anche perché nella foto a destra sotto si vede un cosiddetto ibrido, ben conosciuto, chiamato Faito e morto nel 2016, nato proprio dall’accoppiamento tra un nostro lupo italico e un cane lupoide come il cane lupo cecoslovacco. E’ del tutto diverso.

Lo zoologo Paolo Forconi, esperto di lupi e orsi in particolare nel Parco nazionale d’Abruzzo, dopo avere visionato attentamente il filmato di Rai News ha dichiarato: “Fenotipicamente si tratta di un lupo maschio adulto, cosa che si evince dal mantello estivo corto di colore rossiccio. I giovani hanno il pelo grigiastro, i subadulti hanno un colore intermedio tra giovane e adulto. Potrebbe essere il maschio dominante di una famiglia o branco della zona, è robusto e apparentemente in buona salute. Il comportamento pare compatibile con un lupo abituato, anche se a distanza, all’uomo”. Ovviamente non è affatto detto che proprio l’esemplare filmato centri qualcosa con la vittima. Sul caso indaga la polizia. La procura di Trani ha aperto un fascicolo di inchiesta al momento senza ipotizzare alcun reato. Sarà l’autopsia, prevista nei prossimi giorni, a fornire elementi decisivi per ricostruire l’accaduto.

Naturalmente, senza effettuare le analisi del DNA, non si può escludere a priori che l’esemplare filmato a Barletta sia più o meno ibrido (ricordiamo però che cane e lupo sono la stessa specie), tuttavia sarà meglio ribadire che gli ibridi fino alla quarta generazione, ossia F4, per la scienza e la legge sono comunque lupi a tutti gli effetti. In pratica, i cuccioli nati dal primo accoppiamento tra cane e lupo sono F1, se poi questi ultimi si accoppiano con cani i relativi cuccioli sono F2, se i successivi cuccioli si accoppiano con altri cani nascono F3 e infine se i loro cuccioli si accoppiano con altri cani sono F4. Protetti come lupi. Se in una di queste generazioni si accoppiassero invece con un lupo, ripartirebbe il conteggio. Gli ibridi cresciuti insieme ai lupi in natura non sono affatto più pericolosi e aggressivi come spesso si dice, errando.

Ci domandiamo se sul corpo della vittima, e sui vestiti, sia stato fatto il tampone per l’esame del DNA, cosa basilare per stabilire se i morsi siano stati inferti da un cane o da un lupo, e da quale esempalre, perché è ovvio che se l’animale ha morso l’uomo, fosse da vivo o già morto, sarebbe comunque un esemplare pericoloso da catturare il prima possibile, o da abbattere come prevede da decenni l’art. 16 della Direttiva Habitat. Il responsabile civilmente e penalmente della tutela della pubblica incolumità è il sindaco. Rimane da capire se la Regione Puglia – memore dei due attacchi, a una bambina e a una donna, del famoso lupo di Otranto nel 2020, abbia già provveduto a ordinare, come hanno fatto altre regioni, agli ospedali l’esame del DNA in caso di vere o presunte ferite di lupo a esseri umani. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA, branca scientifica del Ministero dell’Ambiente) ha comunicato ufficialmente che solo dal 2017 al 2024 in Italia vi sono stati oltre 100 casi a rischio in cui ha dovuto intervenire e che si sono verificati ben 20 casi di persone attaccate, ferite e ospedalizzate (dal 2024 a oggi se ne sono aggiunti altri) – la maggioranza proprio sulle spiagge e coste dell’Abruzzo e Puglia – da lupi senza che siano stati provocati. Tutti questi lupi sono stati infine catturati con conferma del DNA, portando l’Italia a essere lo stato europeo con più casi di attacchi di lupi all’uomo. Secondo il prof. Marco Apollonio dell’Università di Sassari, noto esperto di questi animali, l’Italia conta ormai almeno 6.000 lupi ed è lo stato con la più grande popolazione in Europa”.

Secondo Pino Cava, ben esperto del territorio e fauna, e da decenni responsabile dell’associazione Nucleo di Vigilanza I.F.A.E. di Barletta, “in Puglia e anche qui c’è purtroppo, per colpa dell’uomo, il problema dell’abbandono di cani e gatti, ma devo dire che da almeno due anni non vedo cani randagi nella zona”. I lupi infatti predano attivamente anche cani e gatti. E aggiunge: “I lupi della zona di Barletta mi risultano essere undici, un maschio e una femmina adulti e dominanti, più i loro quattro cuccioli ormai però abbastanza grossi avendo circa 14 mesi di età e che cacciano anche da soli. In più ci sono i nuovi cinque cuccioli, di pochi mesi. I lupi giunti all’età giusta vanno in dispersione e si spostano in altri territori, colonizzandoli se liberi da altri lupi. Il lupo è utile e basilare, ma dev’essere rispettato, è una specie selvatica”.


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