la Vedovella di Gessopalena trionfa tra i vini eroici

Da una sola vite superstite a una medaglia d’oro internazionale. La Vedovella, antico ecotipo di Sangiovese recuperato nel territorio di Gessopalena, ha conquistato uno dei riconoscimenti del Mondial des Vins Extrêmes, il concorso dedicato alla viticoltura eroica organizzato dal Cervim.
A ottenere la medaglia è stato il Sangiovese Vedovella Terre d’Abruzzo Igp «Pe’ nin perde la sumente» 2025, prodotto dalla Bio Cantina Sociale Orsogna. Le degustazioni si sono svolte ad agosto a Châtillon, in Valle d’Aosta, mentre la cerimonia di premiazione è in programma il 21 novembre al Vinseum di Vilafranca del Penedès, in Spagna.
Al concorso hanno partecipato 1.175 vini presentati da 432 aziende di 22 Paesi. Tutte le produzioni in gara provengono da territori caratterizzati da particolari difficoltà di coltivazione, come altitudini superiori ai 500 metri, pendenze oltre il 30 per cento, terrazzamenti o piccole isole.
Ad annunciare il riconoscimento è stata l’amministrazione comunale di Gessopalena, guidata dal sindaco Mario Zulli, dopo la comunicazione ufficiale ricevuta dal Cervim, il Centro di ricerca, studi, salvaguardia, coordinamento e valorizzazione per la viticoltura montana.
Il sindaco commenta: «Questo oro è il riscatto della nostra storia, delle nostre radici e di una comunità che ha saputo scommettere sul proprio patrimonio quando in pochi ci credevano. Dimostra che la tutela della biodiversità e la valorizzazione delle nostre unicità territoriali possono diventare leve concrete di sviluppo economico, turistico e culturale. Ringrazio i tecnici e i nostri straordinari agricoltori custodi: lavorando insieme, un piccolo borgo può raggiungere traguardi di rilevanza internazionale».
Dietro la medaglia c’è un percorso iniziato oltre vent’anni fa. Nel 2003 Mariano Bozzi e Luca Pellicciotta si misero alla ricerca dei vitigni sopravvissuti alla fillossera e individuarono la Vedovella Nera insieme al Nero Antico di Pretalucente nella vigna di Giuseppe D’Amico, nonno di Bozzi e sopravvissuto alla strage nazista di Sant’Agata del gennaio 1944. Le analisi hanno poi permesso di identificare la Vedovella come un ecotipo di Sangiovese adattatosi alle condizioni della Maiella orientale.
Il patrimonio di partenza era ridottissimo: quattordici viti di Nero Antico e una sola pianta di Vedovella Nera. Il recupero è proseguito attraverso il progetto «Pe’ nin perde la sumente», promosso dalla Bio Cantina Sociale Orsogna insieme alla Banca del germoplasma del Parco nazionale della Maiella e sostenuto dal Comune di Gessopalena.
Il vicesindaco Giuseppe Tiberini, delegato ad Agricoltura, Turismo e Marketing territoriale, sottolinea: «All’inizio a molti sembrava una visione folle, ma non ci siamo arresi. Abbiamo portato avanti un percorso scientifico e culturale che ha ripagato ogni sforzo. La medaglia d’oro non è soltanto un premio enologico, ma la dimostrazione che un territorio capace di credere nelle proprie radici può raggiungere traguardi mondiali».
Nel progetto sono stati coinvolti anche la Regione Abruzzo, il Gal Maiella Verde, le università di Perugia e Teramo, gli agricoltori custodi della comunità «Vigne e Vini di Pretalucente» e la Bio Cantina Sociale Orsogna. Gessopalena è inoltre diventato il primo Comune abruzzese ad aderire al Cervim.
Il direttore della Bio Cantina Sociale Orsogna, Camillo Zulli, ricorda che il percorso si è consolidato nel 2019 con un accordo sottoscritto con il Parco nazionale della Maiella e, nel 2021, con una nuova intesa con il Comune di Gessopalena per la coltivazione, la vinificazione e la promozione del Nero Antico e della Vedovella.
«La Vedovella è un ecotipo di Sangiovese adattato alla coltivazione a Gessopalena e nei comuni limitrofi, tra i 700 e gli 800 metri di altitudine e su terreni gessosi», spiega Zulli. «Insieme al Nero Antico esprime la propria unicità nelle specifiche condizioni ambientali della Maiella orientale. Questo premio è un riconoscimento alla biodiversità, alla viticoltura delle aree montane e alla caparbietà di chi ha scelto di non lasciare scomparire un pezzo della propria storia».
Determinante è stato il lavoro degli agricoltori custodi. Domenico Melchiorre ha iniziato nel 2021 a impiantare le prime viti insieme ai figli Valerio e Daniele. «Siamo molto soddisfatti del risultato. L’assistenza tecnica e scientifica ci ha accompagnato passo dopo passo ed è motivo di orgoglio aver contribuito alla conservazione della biodiversità agronomica. La Vedovella è un’uva antica che esprime il territorio ed è parte del nostro patrimonio culturale».
Oggi Mariano Bozzi dispone di un vigneto di circa un ettaro. «La prima vinificazione è stata realizzata cinque anni fa con un quantitativo limitato, ma diede subito risultati molto positivi. Ne è nato un vino morbido e gradevole, con una mineralità particolare dovuta alle affiorazioni di gesso che caratterizzano Gessopalena».
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