autunno difficile per gli automobilisti

La riapertura delle scuole il 15 settembre segna, secondo Enrico Meacci, il ritorno a pieno ritmo del Paese — e con esso il ritorno dei problemi irrisolti che gravano sul settore automobilistico e sull’economia delle famiglie italiane.
Al centro della preoccupazione c’è il caro carburanti. Il gasolio, segnala Meacci, è venduto in Italia a prezzi sensibilmente più alti rispetto ad altri paesi dell’Unione europea come Spagna, Slovenia e Croazia. Un problema che non riguarda solo gli automobilisti: il gasolio alimenta i veicoli commerciali che trasportano la gran parte delle merci in Italia, un Paese dove la morfologia del territorio favorisce il trasporto su gomma. Quando il prezzo del diesel sale, aumentano i costi delle imprese, e quei costi vengono scaricati sui prezzi al dettaglio — dai supermercati ai negozi, fino alle consegne degli acquisti online.
Il peso dell’inverno in arrivo
L’effetto del caro carburante si estende anche all’agricoltura: trattori e mezzi agricoli funzionano a gasolio, il che significa che anche i prezzi dei prodotti alimentari e del legname risentono dei rincari alla pompa. Con l’avvicinarsi dell’inverno, la famiglia media italiana si troverà a fare i conti con una combinazione di spese crescenti: carburante, riscaldamento domestico, bollette energetiche e spesa alimentare.
A fare da sfondo c’è un quadro geopolitico instabile: la guerra russo-ucraina, i conflitti in Medio Oriente, le tensioni nello stretto di Ormuz e quella che Meacci definisce la “fragilità energetica europea”. A tutto questo si aggiunge, secondo l’autore, una transizione verso la mobilità verde i cui costi ricadono interamente su cittadini e imprese.
Il blocco Euro 5 rinviato in alcune regioni
Sul fronte normativo, Meacci segnala che il blocco alla circolazione per le vetture Euro 5 a gasolio — previsto dalla Ue — non scatterà il primo ottobre 2026 in Piemonte e Emilia-Romagna, che hanno scelto di non applicarlo. Il Veneto ha avviato in consiglio regionale un percorso per evitare lo stop a migliaia di veicoli, mentre la Lombardia ha limitato il blocco alle sole città con oltre centomila abitanti.
Sull’auto elettrica, Meacci precisa di non avere obiezioni di principio, ma critica la gestione politica della transizione da parte dell’Ue, che a suo giudizio sta “affossando uno dei pilastri della nostra economia”.
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