la terza corsia traina l’economia

Da asse viario periferico a baricentro del trasporto merci europeo. L’autostrada A4 si conferma il cuore pulsante del sistema logistico continentale, come emerso durante l’evento “Infrastrutture, Reti a NordEst”. I dati presentati nel panel dedicato ad Autostrade Alto Adriatico delineano il profilo di un’opera che non è solo cemento e asfalto, ma un generatore di valore economico e sicurezza per l’intero territorio.
I numeri di un cantiere infinito
Il bilancio della costruzione della terza corsia parla chiaro: oltre 2.500 contratti stipulati nella filiera degli appalti e più di 2.400 aziende coinvolte. Ogni giorno, i cantieri vedono all’opera una media di 300 maestranze, con picchi che raggiungono i 500 addetti. Un impatto occupazionale che sostiene il tessuto produttivo di Veneto e Friuli Venezia Giulia, trasformando l’infrastruttura in un’arteria vitale già durante la sua fase di realizzazione. Inserita nel Corridoio europeo V, la A4 ha vissuto una crescita esponenziale: dai 36 milioni di transiti del 2003 si è passati ai 54 milioni del 2025. Di questi, ben 15 milioni sono mezzi pesanti, segnando l’incidenza più alta d’Italia. E il trend non accenna a flettere: nel primo trimestre del 2026 il traffico è cresciuto di un ulteriore 3,16 per cento.
Sicurezza e Pedaggi: il modello “In House”
Nonostante l’aumento dei volumi, l’autostrada è diventata paradossalmente più fluida e sicura. Grazie alla terza corsia e alla trasformazione del raccordo Villesse-Gorizia (per uno sviluppo totale di 77 km), la sinistrosità è crollata: dagli 11,4 incidenti per 100 milioni di veicoli/km del 2003 ai 4,7 del 2025, un dato ben al di sotto della media nazionale. Parallelamente, le ore di coda estive sono quasi dimezzate, passando dalle 225 del 2019 alle 129 attuali.
“Siamo un caso vincente di gestione in house,” ha dichiarato il Presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco. Un modello che permette di coniugare investimenti miliardari e tutela degli utenti: i pedaggi sono invariati da otto anni e, secondo il piano economico che sfiora i due miliardi di euro, rimarranno bloccati fino al 2029 per sostenere famiglie e imprese.
Oltre l’asfalto: ambiente e intermodalità
Il futuro della concessionaria guarda ora alla sostenibilità e alle sinergie regionali. Sono già stati siglati accordi strategici con l’Aeroporto Fvg per migliorare i flussi turistici e con il Porto di Trieste per la digitalizzazione dei carichi.
Sul fronte green, la Società ha messo a disposizione 16 ettari di aree demaniali (l’equivalente di 20 campi da calcio) per l’installazione di impianti fotovoltaici. Questi terreni alimenteranno la Comunità Energetica Rinnovabile della Regione Friuli Venezia Giulia, segnando il passaggio definitivo da “semplice autostrada” a piattaforma di servizi integrati per il cittadino.
Source link




