Campania

Ospedali, Case di Comunità e Pronto Soccorso: 5 sindaci ‘interrogano’ l’Asl


Cinque sindaci scrivono all’Asl di Caserta per avere rassicurazioni sull’offerta sanitaria nel territorio dell’Appia e sollecitare una riapertura effettiva del pronto soccorso dell’ospedale “Melorio” di Santa Maria Capua Vetere.

I sindaci di Casapulla, Ferdinando Bosco, di Curti, Antonio Raiano, di San Prisco, Domenico D’Angelo, di San Tammaro, Vincenzo D’Angelo, e di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Mirra, hanno inviato una nota al direttore generale dell’Asl di Caserta con la quale, rammaricandosi per la mancanza di informazione e di un minimo confronto in merito alle scelte di assistenza sanitaria territoriale ed esplicitando comunque il pieno favore per qualsiasi iniziativa che comporti un reale miglioramento dell’offerta sanitaria per i cittadini, hanno tenuto a precisare quattro temi che ritengono di fondamentale importanza.

Il pronto soccorso del “Melorio”

In primo luogo, si legge nella nota, “il direttore generale dell’Asl Caserta ha istituito un tavolo tecnico sulla riapertura del pronto soccorso del presidio ospedaliero di Santa Maria Capua Vetere: il gruppo di lavoro ha evidenziato delle difficoltà per la riapertura in tempi brevissimi rimettendo le valutazioni allo stesso direttore generale; orbene, decine di migliaia di cittadini si sarebbero aspettati non una mera presa d’atto delle criticità emerse ma un’analisi delle stesse e la programmazione di un percorso finalizzato nel breve-medio periodo all’eliminazione di tali criticità e alla riapertura del pronto soccorso: altrimenti – si chiedono i sindaci – questo gruppo di lavoro tecnico perché è stato istituito? Considerato, infatti, che il pronto soccorso è attualmente chiuso è evidente che delle criticità già ci fossero; una volta individuate e messe a verbale, nero su bianco, spetta al direttore generale proporre le soluzioni per la riapertura: è questo il percorso che attendiamo, che i cittadini attendono”.

I nuovi Ospedale e Case di Comunità 

In secondo luogo, il direttore generale all’esito del tavolo tecnico archivia un pronto soccorso storico del territorio e contestualmente (alla mera presa d’atto e passando dalle difficoltà del tavolo tecnico all’impossibilità di riapertura in delibera) “approva un modello organizzativo sperimentale che nulla ha a che fare con l’emergenza”. I sindaci, nella lettera congiunta, si permettono di evidenziare che i modelli sperimentali possono certamente essere utilizzati laddove non vi sia un modello normativo ed evidenziano che il modello normativo per il potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale è tracciato con chiarezza dalla Missione 6 del Pnrr e dal DM 77 del 2022, laddove un ruolo particolarmente importante è riservato al rafforzamento della rete dell’assistenza sanitaria territoriale grazie alle risorse del Pnrr. E proprio a tal proposito, evidenziano che in questi territori sono in costruzione un Ospedale di Comunità e ben due Case di Comunità grazie a finanziamenti del Pnrr e grazie alle donazioni modali fatte su terreni comunali (a tal proposito si ponga attenzione su quella di San Tammaro che deve essere completata e messa in esercizio come tale, senza immaginare soluzioni diverse, considerata la donazione modale). Orbene, a pochi mesi dall’entrata in esercizio delle Case di Comunità che secondo la norma (e non secondo “modelli sperimentali”) sono “il luogo fisico e di facile individuazione al quale i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria, socio sanitaria a valenza sanitaria e il modello organizzativo dell’assistenza di prossimità per la popolazione di riferimento (40/50 mila per ogni casa della comunità) ci si permette di evidenziare che le stesse prevedono una presenza medica ed infermieristica obbligatoria 7 giorni su 7 e h24 e una serie di servizi obbligatori che impongono elevati standard di personale. I Sindaci del territorio auspicano e sono certi che l’Asl Caserta abbia già fatto una programmazione delle risorse umane tale da assicurare sin dal primo giorno di apertura il pieno funzionamento dell’Ospedale di Comunità e delle Case della Comunità. I Sindaci precisano con forza che il punto è chiaro ed è il seguente: se l’Asl Caserta fra due mesi avrà a disposizione una quantità di personale medico, infermieristico e amministrativo tale da fare funzionare egregiamente su questo territorio sia l’Ospedale di Comunità, sia le Case della Comunità, sia il Centro di prime Cure allora non si potrà essere che contenti di avere a disposizione per i cittadini molteplici offerte sanitarie (anche se in larga parte sovrapponibili, considerato che le prestazioni previste nel Centro sono prevalentemente del Medico di Medicina Generale la cui presenza è prevista dalla legge obbligatoriamente nelle Case di Comunità con i servizi di cure primarie erogati attraverso equipe multi professionali); ma qualora, come i Sindaci temono, queste abbondantissime risorse umane fra pochi mesi non ci dovessero essere piuttosto che fare funzionare male più punti allora si dovrà scegliere fra un modello sperimentale di sanità creativa e il modello voluto e finanziato dal Ministero della Salute e dall’Europa proprio per garantire l’assistenza primaria, intesa come erogazione di servizi universalmente accessibili, integrati, centrati sulla persona ed erogati da équipe multiprofessionali (D.M. 77 del 2022 All 1 Punto 2). I Sindaci assicurano il massimo impegno nell’interesse dei propri concittadini per vigilare affinché le norme siano applicate e le risorse pubbliche siano correttamente impiegate.

Distretto Sanitario

Proseguendo, nella lettera, si punta l’accento anche sulla necessità di assicurare dignità agli utenti del Distretto Sanitario 21. Viene segnalata con forza l’insostenibile situazione del Distretto 21, ancora ubicato in un condominio (in locazione) nei pressi della ferrovia. I Sindaci ritengono inaccettabile che la dignità di anziani, bambini e pazienti fragili venga quotidianamente offesa da una sede inadeguata e chiedono lo stanziamento immediato di risorse per il trasferimento degli uffici in altri locali: la situazione di disagio attuale è oltre il limite della tollerabilità.

Ospedale di Capua Vetere e Nuova

La quarta questione: in questi anni grazie al grande lavoro sinergico fra la precedente Amministrazione regionale, il precedente direttore generale dell’Asl Blasotti, le amministrazioni comunali di Capua e di Santa Maria Capua Vetere e tutti i sindaci del territorio è stato inserito nella programmazione e finanziato per oltre 90 milioni di euro il nuovo “Ospedale di Capua Vetere e Nuova”; i sindaci manifestano forte preoccupazione sui tempi della progettazione da parte dell’Asl Caserta perché una eventuale revoca di questo finanziamento sarebbe un danno enorme, un colpo veramente micidiale per l’offerta sanitaria del nostro territorio.


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