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Trasparenza e logica UGC: ecco perché la comunicazione di Trump su Truth funziona

Quando si tratta di pubblicare contenuti che parlano direttamente alla pancia degli americani che popolano e discutono sui social media, Truth è diventata la prima scelta di Donald Trump. Anzi, la prima e la sola per la verità. È su questa piattaforma, fondata direttamente dal presidente nel 2021, dopo che i suoi account furono bannati da Facebook e Twitter, che Trump si sente libero da ogni etichetta o vincolo, dove ogni post è la rappresentazione esatta della sua personalità, è la trasposizione verace dei suoi pensieri e delle sue opinioni più istintive, dove molto spesso Trump pubblica meme e immagini generate con le applicazioni di intelligenza artificiale. Per comprendere appieno la natura della narrazione trumpiana è necessario quindi seguire il feed del suo account Truth, che conta attualmente 12.577.011 follower, e che ogni giorno sforna a ritmo incessante una varietà di contenuti che generano ogni volta migliaia di interazioni e puntualmente vengono poi rilanciati dagli utenti e dai media sulle altre piattaforme. È successo ancora una volta qualche ora con il post in cui Trump avvisa il regime iraniano che il tempo della diplomazione e della comprensione è giunto al termine: “no more Mr. nice guy”, è finito il tempo di fare il bravo ragazzo. Ma, ad aver catturato velocemente l’attenzione dei follower e degli utenti, non è stato tanto il contenuto del testo di accompagnamento – l’Iran non riesce a darsi una regolata. Non riescono neanche a firmare un accordo sul nucleare. Farebbero meglio a darsi una svegliata presto! Presidente DJT – quanto l’immagine, generata ovviamente con l’intelligenza artificiale, di Trump travestito da agente dei servizi segreti con abito scuro, cravatta nera, camicia bianca e occhiali da sole mentre imbraccia un M16, fucile d’assalto in dotazione alle forze speciali americane. Il post ha ottenuto fino a questo momento, dopo poco più di otto ore dalla pubblicazione, oltre 27 mila like, 5 mila commenti e altri 6.500 retruth, che non sono altre che condivisioni del contenuto.

È innegabile che i post che Trump pubblica su Truth abbiano una forza dirompente superiore, un’efficacia che non è riscontrabile dai contenuti pubblicati sulle altre piattaforme presidiate dal presidente statunitense, proprio perché molto spesso il post segue una logica UGC, acronimo di User Generated Content, cioè pensato e confezionato come se fosse stato generato da un utente qualsiasi, per divertimento, senza alcuna competenza specifica grafica. C’è di più, i post UGC funzionano proprio perché abbassano le aspettative e diventano credibili, anzi più sembrano “fatti in casa” tanto più la comunicazione di Trump conquistano il podio dell’audience.


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