Lazio

Eitan Bondi, chi è il 21enne accusato degli spari del 25 aprile a Roma. Aveva pistole soft air e coltelli

L’inchiesta sull’agguato avvenuto a Parco Schuster entra in una fase decisiva. Dopo il fermo del 21enne Eitan Bondì, studente universitario, ex agente immobiliare, gli investigatori della Digos sono al lavoro per delineare con precisione il contesto dell’episodio: un’azione isolata o il possibile riflesso di dinamiche riconducibili a gruppi radicali attivi nella Capitale.

Il giovane si trova attualmente detenuto nel carcere di Trastevere, in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Intanto, gli elementi raccolti nelle ultime ore sembrano rafforzare l’impianto accusatorio costruito dalla Procura.

L’indizio chiave

Determinante per l’identificazione sarebbe stato un dettaglio emerso dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza nella zona tra via delle Sette Chiese e viale Ostiense.

L’aggressore, durante il raid, trasportava una borsa termica da consegna. Un particolare che ha consentito agli investigatori di restringere il campo, incrociando i dati con le attività lavorative compatibili e i movimenti di uno scooter bianco ripreso nelle stesse ore. Da qui, la risalita all’identità del sospettato.

I riscontri nella perquisizione

La successiva perquisizione domiciliare ha fornito ulteriori elementi ritenuti coerenti con quanto osservato nei filmati.

All’interno dell’abitazione sono stati trovati un casco integrale scuro, capi d’abbigliamento mimetici e il mezzo utilizzato per allontanarsi dopo l’azione.

Sequestrata anche una pistola ad aria compressa simile a quella impiegata nell’agguato, oltre ad alcune armi da taglio.

Resta invece da rintracciare l’arma utilizzata per colpire i due attivisti: secondo gli investigatori, potrebbe essere stata abbandonata subito dopo i fatti.

Le verifiche sul passato

L’attività della Procura, coordinata da Francesco Lo Voi, si concentra ora su eventuali collegamenti con episodi analoghi avvenuti in città.

Tra le ipotesi al vaglio, la possibile partecipazione del giovane a momenti di tensione durante manifestazioni pubbliche degli ultimi anni.

In particolare, gli inquirenti stanno riesaminando un episodio avvenuto il 25 aprile 2024 nei pressi di Porta San Paolo, quando una donna fu accerchiata e insultata da un gruppo di uomini.

Il passaggio davanti al giudice

La prossima tappa sarà la decisione del giudice per le indagini preliminari sulla convalida del fermo, con l’accusa di tentato omicidio.

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