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Migranti, la maxi sanatoria di Sanchez genera il caos: assaltata l’ambasciata del Gambia

La Spagna ha di recente regolarizzato la posizione di 500mila migranti, un’operazione difesa a spada tratta dal premier Pedro Sánchez, secondo il quale “la Spagna è figlia delle migrazioni e non diventerà madre della xenofobia”. Ma mentre il primo ministro difendeva la misura adottata dal suo governo, prettamente politica e di campo per l’esecutivo a trazione socialista, all’esterno, nel mondo reale, decine di migranti hanno tentato di forzare l’ingresso dell’ambasciata del Gambia per ottenere il certificato di vulnerabilità necessario per avviare la procedura. Le immagini registrate dai passanti mostrano tantissime persone ammassate, altre che cercano di arrampicarsi sui cancelli dell’edificio diplomatico e altre che, già dentro il confine della struttura, provano a spingere sul portone d’ingresso.

Le stesse scene si sono registrate anche altrove nella Capitale, davanti ad altre ambasciate dove gruppi di stranieri si sono recate per ottenere i certificati del Paese di origine. Il certificato, infatti, è uno degli elementi richiesti ma non è l’unico documento necessario: molti richiedenti devono infatti dimostrare anche il radicamento nel Paese, l’assenza di precedenti penali e l’intenzione di lavorare. Dal Paese d’origine i migranti devono ottenere i documenti che ne certifichino il nome, la data e il luogo di nascita, oltre allo stato civile e alle condizioni personali. Ovviamente, i posti disponibili per ottenere gli appuntamenti sono limitati e quando questi sono terminati si è scatenato il caos, con anche momenti di forte tensione.

È stato necessario l’intervento della forza pubblica, con la Policía Nacional e la polizia municipale che hanno fatto sgomberare l’area e liberato i cancelli dell’ambasciata ma nessuno è stato arrestato. Ora, davanti alle ambasciate “sensibili” sono stati predisposti servizi di controllo 24 ore su 24 e in tutto il Paese lunghe file e attese notturne stanno mettendo sotto pressione uffici e servizi sociali. La sanatoria ha infatti provocato un’impennata delle richieste, che sono passate da 1.500 a 5.

500 al giorno, secondo i dati ufficiali del delegato alle Politiche sociali di Madrid, José Fernández. Sindacati e amministrazioni locali denunciano il rischio di collasso del sistema e chiedono più personale e sicurezza, criticando una misura ritenuta affrettata e non concertata.


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