Lazio

La sfida ai giovani per valorizzare i nasoni, eliminare la plastica e tutelare il Mediterraneo

Roma, la città dell’acqua, può diventare un modello europeo nella lotta alla plastica e nella valorizzazione dell’acqua pubblica. È questo l’obiettivo della campagna “Roma, Civitas Aquae”, lanciata da Ecoitaliasolidale e Domus Europa e rivolta soprattutto ai giovani, alle scuole, alle università e al mondo dello sport per promuovere una nuova cultura della sostenibilità.

La Capitale ha una storia millenaria legata all’acqua. Gli antichi Romani costruirono una delle più straordinarie reti di acquedotti della storia, ancora oggi visibile attraverso testimonianze come il Parco degli Acquedotti, l’Acquedotto Claudio, l’Acquedotto Felice e l’Acqua Vergine.

Una cultura dell’acqua che nei secoli ha continuato a vivere anche attraverso i celebri nasoni romani, introdotti nel 1874 per volontà dell’allora Sindaco Luigi Pianciani per garantire ai cittadini acqua potabile gratuita.

Oggi i nasoni rappresentano un patrimonio storico, sociale e ambientale unico. Sono punti di ristoro per cittadini, turisti, sportivi e, nei periodi di grande caldo, anche per gli animali: consentono infatti di dissetare i cani durante le passeggiate e rendono gli spazi urbani più accoglienti.
La madrina della campagna è Giuliana Salce, già campionessa del mondo di marcia, che propone di installare casette di distribuzione di acqua pubblica nei parchi dove si pratica sport, per ridurre il consumo di bottiglie di plastica e migliorare la qualità degli spazi verdi.

«Chi pratica sport all’aperto conosce l’importanza dell’acqua – dichiara Giuliana Salce –. Una casetta dell’acqua in ogni parco pubblico dedicato allo sport permetterebbe agli atleti, ai cittadini e alle famiglie di riempire le proprie borracce, eliminando una grande quantità di bottiglie di plastica abbandonate nell’ambiente. L’acqua pubblica deve essere accessibile a tutti, anche ai nostri amici animali.»

La campagna nasce con l’obiettivo di coinvolgere le nuove generazioni attraverso iniziative nelle scuole, visite agli acquedotti romani, valorizzazione dei nasoni e delle Case dell’Acqua, promuovendo l’utilizzo delle borracce riutilizzabili.

L’obiettivo è trasformare i giovani in protagonisti di una nuova cultura dell’acqua pubblica, facendo comprendere che un gesto semplice come riempire una borraccia può rappresentare una scelta concreta contro l’inquinamento da plastica.

L’Italia è tra i Paesi europei con il più alto consumo di acqua in bottiglia: circa 200 litri pro capite all’anno. Un modello che comporta un forte impatto ambientale per la produzione della plastica, il trasporto e lo smaltimento delle bottiglie. Ogni bottiglia evitata significa meno consumo di materie prime, meno emissioni e meno rifiuti dispersi nell’ambiente.

La plastica rappresenta una delle principali minacce anche per il Mar Mediterraneo, dove finiscono ogni anno grandi quantità di rifiuti e microplastiche mettendo a rischio biodiversità ed ecosistemi marini. La dispersione della plastica nei mari rappresenta un problema globale: se non si invertirà la tendenza, entro il 2050 gli oceani potrebbero contenere quantità di plastica paragonabili o superiori alla biomassa ittica.

Come ha ricordato il Professor Luigi Campanella, scienziato di fama internazionale, la produzione della plastica contribuisce oggi per circa il 3,7% all’effetto serra globale, percentuale destinata a salire al 4,5% entro il 2050 senza politiche efficaci di riduzione.
La difesa dell’acqua pubblica diventa quindi anche una scelta climatica. Ridurre il consumo di bottiglie significa contribuire alla diminuzione delle emissioni e proteggere contemporaneamente città, territori e ambiente marino.

Ecoitaliasolidale ricorda anche la battaglia del 2017 contro la chiusura di circa 1.500 nasoni durante la crisi idrica della Capitale. Già allora l’associazione evidenziò come il problema principale fosse rappresentato dalle perdite della rete idrica e non dalle fontanelle pubbliche, il cui consumo incideva in misura minima rispetto agli sprechi complessivi.
La valorizzazione dell’acqua pubblica rappresenta oggi una sfida anche per le città europee e italiane, sempre più impegnate nella diffusione di punti di erogazione gratuiti e accessibili. Roma possiede già un patrimonio unico che deve essere tutelato e rilanciato, soprattutto attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni.

Ecoitaliasolidale e Domus Europa vogliono fare di Roma un laboratorio della nuova cultura dell’acqua pubblica: una città capace di unire storia, ambiente e futuro.
Roma del futuro può nascere proprio dall’acqua: dagli acquedotti romani ai nasoni, dalle fontanelle alle casette dell’acqua nei parchi, una Capitale più sostenibile, inclusiva e attenta ai giovani, allo sport, agli animali e alle persone più fragili.
Una sfida che parte da un gesto semplice, riempire una borraccia, per ridurre la plastica e restituire all’acqua pubblica il valore di bene comune.

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