Marche

​«La devozione non diventi divisiva»

FERMO Cittadini, pubblico, turisti e semplici curiosi le conosceranno il 10 agosto, a Torre di Palme, durante l’evento “Il tempo delle dame”, ma intanto la Cavalcata dell’Assunta ha reso note le loro bellezze. Chiara Mezzabotta, ha 21 anni e sfilerà per Molini Girola.

Le dame

«In contrada non ci si annoia mai, condividi fatiche e successi, difficile raccontarlo a chi non lo vive», dice. «Questa nomina è la fiducia della contrada restituita in forma tangibile», commenta Sara Amadio Nespola, 23 anni. Pila ha scelto la 26enne Alice Cisbani: «Essere la dama è un onore, un coronamento di tutto ciò che ho sempre fatto con la mia contrada». Giorgia Perticarini, 20 anni, è stata scelta da Capodarco: «Credo che diventare dama sia uno dei doni più belli che una contrada possa fare a una contradaiola». Per Marika Ciccola, 29 anni, dama di Torre di Palme, sfilare accanto al Priore è «un privilegio che sento profondamente». Letizia Decembrini, 26 anni, sfilerà per Fiorenza: «Fiorenza è come un porto sicuro per me ed esserne dama è un onore immenso che porterò con tutta la gratitudine che provo».

Veronica Spaccapaniccia, dama di Campiglione, ha 21 anni; sfilerà «mettendo un pezzo di cuore a disposizione di tutto il nostro popolo». Per Laura Strada, 24 anni, «è stata una notizia inaspettata, essere la dama di Campolege». La scelta di Castello è andata su Betty Carlini, 38 anni, che dice che indossare il costume di dama «è un riconoscimento per tutti gli anni passati a servire la contrada». Infine San Martino ha voluto la 21enne Virginia Cardinali Pietracci: essere dama, per lei, è «il coronamento del mio sogno da bambina».

La polemica

E se le contrade si stanno preparando al meglio per la cavalcata di eventi che le porterà al 15 agosto, il vescovo Rocco Pennacchio è voluto intervenire sul comitato di recente costituzione e sulla processione. La cernita, si ricorderà, ha scelto di ridurre il numero di partecipanti al corteo del 15, e l’arcivescovo, nel ricordare che nel consiglio di cernita c’è anche un rappresentante della diocesi, precisa che «non entro nel merito, perché la decisione non pregiudica la dimensione più spirituale e mariana della festa. Faccio questa precisazione perché un comitato ipotizza la consegna all’arcivescovo di uno stendardo riportante l’Assunta, al termine dei una processione per recuperare ciò che sembrerebbe sottratto alla dimensione religiosa».

Ricorda il corteo della sera del 14, fino alla cattedrale (così come nel messale de Firmonibus) e il pontificale, dice il vescovo, «è il culmine della dimensione spirituale della festa: nell’eucaristia, nella fraternità e nella comunione si mette alla prova l’autenticità della fede in Cristo e della devozione a Maria. Invito tutto il popolo fermano a partecipare».

La processione

E quindi la proposta della processione: «Mi lascia perplesso per la vena polemica che traspare dal comunicato diffuso dal comitato e per la pressione che intende esercitare sul vescovo perché la ratifichi. La devozione mariana del nostro popolo non può essere usata come strumento divisivo, la comunione è un valore più grande delle forme esteriori della religiosità. Confido che con maggiore serenità e nei tempi giusti, se si dovrà migliorare o correggere qualcosa, la riflessione su come vivere un’autentica devozione mariana possa proseguire in modo pacato, rispettando la storia della Cavalcata».




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