Dissequestrata la Cotteria Magrì alla Baraccola, dopo l’incendio prova a ripartire: «Vogliamo rientrare sul mercato»

ANCONA Dall’incendio alla bonifica con l’idea di ripartire per non perdere una fetta di mercato molto richiesta. La Cotteria Magrì, azienda della Baraccola che da 50 anni è specializzata nella produzione di prosciutti cotti, è stata dissequestrata e prova a risollevarsi. Nessun atto doloso è stato per ora ravvisato. I titolari dell’azienda, distrutta dalle fiamme il 7 giugno scorso, hanno iniziato le operazioni di smaltimento di tutto il materiale andato bruciato. Montagne di cenere e ferraglia che andrà portata via ed eliminata secondo le procedure di legge.
La bonifica
«Abbiamo iniziato in questi giorni – conferma Maurizio Areni, uno dei soci proprietari dello stabilimento – con il dissequestro stiamo procedendo alla messa in sicurezza e alla bonifica, abbiamo iniziato a smaltire i rifiuti. I danni avuti? Non abbiamo più l’attività, difficile indicare una cifra adesso perché ci sono all’opera i periti dell’assicurazione. I danni però sono ingenti, è andato tutto distrutto, le attrezzature, la sala di lavorazione, dentro si è sprigionata una temperatura di 600 gradi e a quel calore l’acciaio si fonde quindi i macchinari si sono accartocciati come carta. È come se dentro ci fosse stata una fonderia. Alle 7, quando i pompieri quella mattina sono arrivati, avevano registrato una temperatura di 400 gradi e le fiamme erano solo all’inizio». Il capannone, grande 1.300 metri quadrati, che si trova nell’area commerciale tra via Albertini e via Scataglini, davanti al centro commerciale Il Conero, attaccata a Prenatal e Punto Auto, a due passi del Gross Ancona, è andato distrutto in quattro ore.
La ripresa
Il futuro per la Cotteria Magrì dà speranze di ripresa. «Vogliamo rientrare sul mercato – spiega Arena – per questo ci appoggeremo, per ora, alla struttura del socio con L’Antica Gastronomia con sede a Mogliano. La priorità è rimettere i prodotti sul mercato e riproporli ai clienti perché abbiamo delle unicità come il tacchino al miele e anche i carpacci». Nell’azienda lavoravano quattro dipendenti, di cui due part time. «Sono in cassa integrazione – dice Areni – . Come soci siamo in due, io personalmente sto andando avanti con i risparmi. L’altro socio, che ha anche l’Antica Gastronomia ci fa per ora da appoggio per mantenere il marchio. Una volta quantificati i danni e avuta la copertura assicurativa si deciderà come procedere, se riposizionarsi in zona ad Ancona». Buone notizie anche per Prenatal, l’attività vicina che aveva subito di riflesso i danni per l’incendio. Riaprirà il 10 agosto, è stato messo un cartello fuori dal negozio e un annuncio anche sui canali social del gruppo.




