“La buona stella” su Rai 1 dal 13 aprile: crime e rinascita tra le coste della Calabria

Finalmente una serie che racconta la Calabria senza cadere nella trappola del pittoresco obbligatorio. Senza quella retorica stucchevole del «mare bellissimo e ’ndrangheta cattivissima» che ci portiamo dietro da decenni come un fardello. E non solo. «La Buona Stella» arriva su Rai 1 il 13 aprile, in prima serata, e lo fa con una grande consapevolezza: il territorio diventa personaggio a pieno titolo.
Tre serate, tre puntate, una storia che corre tra cinque comuni del Crotonese e del Lametino: dal capoluogo ionico all’area archeologica di Capo Rizzuto, passando per borghi come Cutro e Botricello fino a Lamezia Terme. La produzione – firmata Rai Fiction e Paypermoon Italia, con la regia di Luca Brignone – ha scelto questa regione perché poteva ambientare una narrazione di rinascita che avesse senso. E dietro questa scelta c’è il lavoro strategico della Film Commission regionale, guidata da Anton Giulio Grande, che sta trasformando il territorio calabrese in un vero e proprio set a cielo aperto. Le riprese sono durate 21 giorni consecutivi, mobilitando un centinaio di figure professionali del luogo: dall’operatore di macchina alla comparsa, dal direttore di produzione all’elettricista. Economia reale, industria audiovisiva che funziona, competenze che crescono. Grande e il suo team stanno dimostrando che investire sul cinema significa costruire un ecosistema produttivo concreto.
La trama gioca su un meccanismo classico del noir: un gesto disperato che innesca una catena di conseguenze inarrestabili. Simone (Filippo Scicchitano) è un uomo che ha fallito tutto: il matrimonio, la carriera da calciatore, la dignità. Quando sottrae una borsa piena di denaro da una scena del crimine, crede di k finalmente trovato la sua rivincita. Quei soldi appartengono alla malavita organizzata. Con l’ex moglie Alessia (Laura Cravedi) e la figlia piccola Giada, Simone si lancia in una fuga rocambolesca a bordo di un camper. Dall’altra parte c’è Stella Rongoni (Miriam Dalmazio), ispettrice di polizia segnata da un lutto terribile. Ha perso tragicamente l’uomo che amava e ora indaga proprio sull’episodio che vede coinvolto Simone. Lei diventa, senza saperlo, l’unica speranza di salvezza per il fuggitivo: solo ricostruendo il filo degli eventi può provare a tirarlo fuori dai guai. Le indagini riaprono ferite antiche e la costringono a collaborare con Valerio (Francesco Arca), funzionario degli Affari Interni che la ostacola per vendette personali legate alla morte del fratello.
La serie racconta essenzialmente la possibilità del riscatto. Gli ingredienti giusti, forza, volontà e coraggio, e quella componente imprevedibile che chiamiamo fortuna. Il viaggio diventa metafora: il trasferimento dalla capitale verso Sud è anche discesa negli abissi interiori. Brignone ha lavorato sulla dimensione umana dei personaggi, sulla loro fragilità. Ogni scena porta il sapore della realtà, il respiro affannoso di chi è in fuga, il silenzio carico di nostalgia di chi ha perso tutto.
«La Buona Stella» – nel cast anche Claudio Corinaldesi, Massimo De Santis e Alessio Praticò – andrà in onda da lunedì 13 aprile su Rai 1 in prima serata, portando sugli schermi un Sud più reale che mai. Complesso, abitato da persone che cercano di ricominciare. Senza retorica. Senza vittimismo. Con la certezza che quando c’è determinazione, e magari un pizzico di fortuna dal cielo, si può sempre ripartire.
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