Jack Sintini sulla Sir campione di tutto: «Siamo nel pieno di una dinastia»

di Carlo Forciniti
Giacomo “Jack” Sintini le ha viste tante. Probabilmente tutte nel mondo della pallavolo. Nei lunghi e proficui trascorsi da giocatore ma non soltanto. Eppure, quanto ha compiuto la Sir Safety Perugia nell’annata appena conclusa con la vittoria in Champions League, non lo ha lasciato indifferente. Affatto.
Non a caso, le imprese collezionate da Perugia negli scorsi mesi, per l’ex palleggiatore classe 1997 si traducono in «una delle stagioni migliori di sempre a livello di club – confida a Umbria24 -, perché la costanza avuta dalla squadra quest’anno è stata davvero impressionante. Perugia si è rivelata un’autentica schiacciasassi».
Dinastia Il 2025-2026 passerà alla storia come un qualcosa di unico, l’apice di un lungo periodo di successi per i bianconeri. «Subito dopo la vittoria in Champions League – rivela – ho mandato un messaggio al presidente Sirci dicendo che si sta vivendo quella che può essere definita la dinastia Sir».
Varietà di soluzioni Sintini spiega quali siano stati i particolari a livello di gioco che lo hanno maggiormente impressionato. «Innanzitutto la fluidità dello stesso. Ho visto tante giocate al centro, tanti primi tempi lontani dal palleggiatore anche e non solo con palla staccata. L’intesa tra Ben Tara e Giannelli è cresciuta tantissimo. Aver mantenuto inoltre una struttura consolidata in posto quattro con Semeniuk e Plotnytskyi ha dato tanta solidità alla ricezione, con Colaci che padroneggiava il campo e insieme a Semeniuk ha potuto coprire molto di più Plotnytskyi. E poi, la fase ricezione-attacco è stata impressionante. L’altra cosa che mi ha colpito è stata la capacità di fare tanti break perché la squadra ha battuto bene, con costanza, e ha murato benissimo».
Giannelli senza rivali L’ex regista, tra le altre di Perugia e Trento, si sofferma poi su alcuni singoli. «Confermo quanto detto in precedenza, Giannelli è il giocatore più forte della storia. Ne sono convinto. Non solo per la quantità di titoli individuali e di squadra, ma anche per via della capacità che ha di fare la differenza in qualsiasi gruppo si inserisce. Simone ha una costanza di rendimento eccezionale, e poi sa muoversi a dovere a tutto tondo: sa come confrontarsi con la società, con i compagni, durante le interviste. Nel mondo della pallavolo non ho mai visto uno così».
Salto di qualità Sintini spende poi parole al miele anche per Semeniuk. «È il giocatore della Sir che mi è piaciuto di più – se così si può dire – insieme a Giannelli. Ha saputo tenere duro dopo un ambientamento non facile. Non ha mai mollato, piano piano ha saputo adattarsi nella maniera giusta ad un ambiente nuovo. La sua stagione è stata fantastica».
Garanzia Colaci Come quella di Colaci per cui Sintini nutre un affetto particolare. «A Trento abbiamo vinto tantissimo. Ci sentiamo sempre. È un amico. Inutile spendermi sulle cose straordinarie che ha fatto in carriera. Massimo è prima di tutto una grande persona, che ai compagni ha saputo infondere sempre la giusta dose di serenità anche nei momenti complicati delle partite. La Sir ha fatto benissimo a tenerselo stretto nelle vesti di dirigente. Sa leggere le situazioni come pochi altri».
Top manager La chiosa è per coach Lorenzetti. «Mi è dispiaciuto non essere mai stato allenato da un coach così – racconta Sintini -. Ci siamo affrontati tante volte da avversari. L’ho sempre seguito con attenzione. È una persona diretta, coerente al proprio stile e che sente sempre l’esigenza di aggiornarsi nonostante abbia vinto tutto quello che ha vinto. Non è solo un grande coach, ma è un grande manager».
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