Umbria

Virus West Nile individuato in alcuni esemplari di gazza nella provincia di Perugia

Il virus West Nile è stato individuato in alcuni esemplari di gazza nella provincia di Perugia, nell’ambito delle attività di sorveglianza sanitaria previste dal Piano regionale arbovirosi 2026 della Regione. A renderlo noto è la giunta regionale in un comunicato. Il ritrovamento ha fatto scattare immediatamente le misure di prevenzione previste per limitare ogni possibile rischio per la popolazione. Il virus è stato isolato durante i controlli periodici sull’avifauna selvatica, svolti con la collaborazione degli Ambiti territoriali di caccia regionali. La gazza è la specie utilizzata per la sorveglianza attiva perché, essendo stanziale, permette di individuare con largo anticipo la presenza del virus nell’ambiente, prima che possa interessare persone o altri animali.

Come si contrae La Regione ricorda che il virus West Nile non si trasmette attraverso il contatto diretto tra persone né dagli animali all’uomo. L’infezione si contrae esclusivamente tramite la puntura di zanzare infette, in particolare della zanzara comune (Culex pipiens), che in precedenza hanno punto uccelli selvatici portatori del virus, considerati il serbatoio naturale dell’infezione. Per la provincia di Perugia, classificata come area ad alto rischio, il piano regionale prevede un programma di sorveglianza particolarmente intenso con 400 campionamenti sulle specie monitorate.

I protocolli Dopo l’individuazione del virus sono stati attivati i protocolli di sicurezza previsti. Per quanto riguarda le trasfusioni, sono già entrate in vigore le misure di controllo sulle donazioni di sangue ed emocomponenti nella zona interessata. Nello stesso tempo i Comuni coinvolti sono stati invitati a rafforzare i trattamenti larvicidi e gli interventi di contenimento delle zanzare nelle aree più sensibili. Prosegue inoltre, con cadenza quindicinale, il monitoraggio della presenza degli insetti attraverso apposite trappole.

I cavalli Continuano anche i controlli sanitari sugli equidi. I cavalli, come gli esseri umani, non trasmettono il virus ad altri individui, ma vengono sottoposti a una sorveglianza veterinaria costante per individuare tempestivamente eventuali sintomi neurologici e registrarli nei sistemi informativi nazionali entro 24 ore. La Regione sottolinea che l’individuazione precoce del virus conferma l’efficacia del sistema di monitoraggio attivo sul territorio e ricorda che «l’intercettazione del virus ha fatto scattare subito i protocolli previsti per la massima tutela della salute pubblica».

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