Sardegna

Il sindaco di Ruinas a Roma per difendere i comuni montani della provincia

Roma

Gianni Tatti ha partecipato alla mobilitazione nazionale

Il sindaco di Ruinas Gianni Tatti è a Roma insieme a numerosi altri amministratori locali provenienti da tutta Italia per portare all’attenzione del Governo le conseguenze della Legge 131 del settembre 2025, che ridisegna la classificazione dei comuni montani italiani. Una norma che, secondo gli amministratori presenti alla mobilitazione, penalizza in modo particolare la Sardegna.

Con l’entrata in vigore della legge, 102 comuni sardi perderanno lo status di comune montano. Di questi, 37 ricadono nella provincia di Oristano. Tra i centri interessati figurano realtà di diverse dimensioni: da Santa Giusta, Bosa, Cuglieri e Marrubiu fino a Samugheo, Allai, Assolo, Nureci e Tinnura, compresa la stessa Ruinas.

Tatti, già consigliere regionale, oggi commissario provinciale di Alleanza Sardegna, spiega che la perdita della classificazione montana comporta tagli concreti e immediati su più fronti.

“Basti pensare ai fondi riservati proprio ai comuni montani, la limitazione di affidamento di manutenzione dei territori e di forestazione, ma soprattutto per nostri paesi  sotto i 5.000 abitanti cesserà il contributo per i nuovi nati o adottati facendo venir meno uno degli incentivi creato proprio per lo spopolamento del territorio. Altri punti chiave”, evidenzia Gianni Tatti, “riguardano il venir meno di sostegni economici, come i crediti d’imposta per investimenti e attività agricole/silvicolturali, gli incentivi per la prima casa, toccando anche i servizi e l’istruzione, come la stabilità del personale scolastico e punteggi aggiuntivi per docenti in piccoli comuni. Verranno meno gli sgravi contributivi (fino a 8.000 euro) per assunzioni di lavoratori che risiedono nei comuni montani, nonché il riconoscimento e tutela delle professioni di montagna”.

“La presenza anche di un solo sindaco del territorio della provincia di Oristano”, ha concluso il sindaco di Ruinas, “vuole essere un segnale di attenzione e di rispetto verso tutte le nostre realtà locali che oggi, con questa nuova classificazione, rischiano un ulteriore trattamento sperequativo sulla base di parametri che non tengono minimamente conto delle peculiarità e delle specificità della realtà e del territorio della Sardegna”.

Mercoledì, 13 maggio 2026

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