Sardegna

Quarto arresto per l’omicidio del giovane a Monserrato: in carcere un ventiduenne

Monserrato

Indagini dei carabinieri dopo i tre arresti di maggio

Un altro arresto per l’omicidio del giovane ucciso durante una rapina finita nel sangue nella notte dello socrso 23 aprile, a Monserrato. I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cagliari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un ventiduenne residente a Monserrato, già noto alle forze dell’ordine.

Il giovane è accusato di essere il quarto presunto complice nella rapina aggravata sfociata nell’omicidio. Gli vengono contestati i reati di rapina aggravata e omicidio in concorso. Dopo le formalità in caserma è stato accompagnato nella casa circondariale di Uta, dove resterà in attesa dell’interrogatorio.

L’arresto arriva a poco più di un mese da quello degli altri tre indagati, avvenuto il 7 maggio scorso. In quell’occasione erano finiti in carcere il presunto organizzatore dell’incontro e due fratelli residenti nell’hinterland cagliaritano. Secondo quanto era emerso dalle indagini, il delitto sarebbe maturato durante una rapina legata a una compravendita di droga.

La notte dell’omicidio la vittima era arrivata sul luogo dell’appuntamento insieme a un amico. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due sarebbero stati attirati con il pretesto di una cessione di stupefacente per diverse migliaia di euro. Mentre il conducente era rimasto ad attendere in auto, l’amico sarebbe stato aggredito da un gruppo di persone con il volto coperto: sotto la minaccia di una pistola sarebbe stato picchiato e costretto a gettare a terra il denaro.

Accortosi dell’aggressione, il giovane alla guida sarebbe sceso dall’auto per soccorrere l’amico. A quel punto uno dei rapinatori avrebbe sparato, colpendolo al torace. Per lui non c’era stato nulla da fare. Il gruppo era poi fuggito con il bottino.

Dopo i primi tre arresti, le indagini dei carabinieri sono proseguite per individuare il quarto presunto componente del gruppo. Gli investigatori hanno incrociato gli elementi raccolti attraverso le testimonianze, i tabulati e l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati.

Sulla base degli indizi raccolti, l’autorità giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere per il ventiduenne.

Mercoledì, 10 giugno 2026

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