Società

Algoritmo GPS, la Cassazione mette un punto fermo sulle supplenze. DIRITTO IN CATTEDRA con AVV. MICELI VENERDI 12 GIUGNO ORE 16

“DIRITTI IN CATTEDRA” venerdì 12 giugno 2026 alle ore 16, in diretta sui canali Facebook e YouTube di Orizzonte Scuola, Con l’avv. Walter Miceli affrontiamo la sentenza della Cassazione sull’algoritmo GPS per l’assegnazione delle supplenze, una pronuncia che mette un punto fermo sul contenzioso nato attorno ai docenti non assegnatari nei turni precedenti.

 

Algoritmo GPS, la Cassazione mette un punto fermo

La Cassazione mette un punto fermo sul contenzioso nato attorno all’algoritmo per l’assegnazione delle supplenze da GPS. Sarà questo il tema della nuova puntata di “DIRITTI IN CATTEDRA”, in diretta venerdi 12 giugno alle ore 16 sui canali social di Orizzonte Scuola, Facebook e YouTube, con l’avv. Walter Miceli.

Il nodo della rinuncia alle sedi

La sentenza della Sezione Lavoro, pubblicata il 5 giugno 2026, chiarisce l’interpretazione dell’articolo 12 dell’O.M. n. 112/2022, al centro di numerosi ricorsi promossi da docenti che, pur avendo indicato alcune sedi nella domanda informatizzata, non avevano ottenuto alcuna supplenza e si erano poi visti superare nei turni successivi da aspiranti con punteggio inferiore. Il principio fissato dalla Corte è netto: la mancata indicazione di tutte le sedi non può essere considerata una rinuncia generalizzata. Il docente rinuncia solo alle sedi, classi di concorso o tipologie di posto non espresse nella domanda.

L’algoritmo deve tornare indietro

Se in una fase successiva si libera una sede che l’aspirante aveva scelto, l’algoritmo deve tornare indietro e prenderlo nuovamente in considerazione, nel rispetto della posizione occupata in graduatoria. Non può, dunque, procedere automaticamente oltre, assegnando quella disponibilità a un docente con punteggio inferiore solo perché il candidato precedente non aveva ottenuto incarico nel turno iniziale.

Una questione in parte superata per il futuro

La questione, per il futuro, risulta in parte superata dalla nuova formulazione dell’ordinanza ministeriale del 2026, che prevede espressamente il coinvolgimento degli aspiranti non risultati assegnatari di incarico sulla base delle preferenze espresse. Resta però centrale il valore della pronuncia per il contenzioso maturato negli anni precedenti e per i giudizi ancora pendenti.

Il confronto con l’avv. Walter Miceli

Durante la diretta, l’avv. Miceli analizzerà il significato della decisione, le possibili ricadute sui ricorsi, il rapporto tra algoritmo e principio meritocratico, le tutele per i docenti scavalcati e il corretto funzionamento della procedura informatizzata.

La domanda al centro della puntata

Al centro della puntata ci sarà una questione concreta: l’automazione può rendere più efficiente l’assegnazione delle supplenze, ma cosa accade quando la rapidità amministrativa finisce per comprimere il diritto del docente a essere valutato secondo graduatoria e preferenze espresse?

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