Lazio

124 alberi abbattuti allo stadio Giannattasio. Al loro posto lecci e carrubi

La secolare cartolina verde del litorale romano continua a perdere pezzi, divorata da un parassita invisibile che non concede tregua.

Una nuova e pesante mutilazione si prepara a colpire il patrimonio arboreo di Ostia, dove oltre cento pini storici verranno rasi al suolo nei prossimi giorni.

È il bilancio, drammatico ma inevitabile, dell’ennesima ispezione fitosanitaria legata all’epidemia della cocciniglia tartaruga, l’insetto killer che da anni sta ridisegnando e impoverendo il paesaggio della costa capitolina.

Il nuovo fronte dell’emergenza si è aperto all’interno dell’area verde che cinge lo stadio Pasquale Giannattasio, lo storico impianto sportivo dell’ex Stella Polare.

Qui i tecnici del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale hanno siglato la condanna a morte per ben 124 esemplari di pino domestico (Pinus pinea), giudicati ormai biologicamente morti e a immediato rischio di schianto.

immagine di repertorio

Il monitoraggio all’ex Stella Polare: 16mila mq a rischio crolli

La decisione di far entrare in azione le motoseghe è giunta al termine di un monitoraggio a tappeto che ha passato in rassegna la pineta di pertinenza del polo sportivo, estesa su una superficie di circa 16.000 metri quadrati.

I sopralluoghi dei periti agrari hanno evidenziato come l’azione della Toumeyella parvicornis (questo il nome scientifico del parassita) abbia compromesso l’apparato strutturale dei fusti, rendendoli del tutto instabili.

Trattandosi di un’area frequentata ogni giorno da centinaia di atleti, scolaresche, famiglie e residenti, la permanenza di questi giganti fragili è stata giudicata incompatibile con la sicurezza pubblica.

I tagli inizieranno nelle prossime settimane per concludersi entro la fine dell’estate, eliminando alla radice il pericolo di cedimenti improvvisi sulla pista d’atletica e sui camminamenti esterni.

Addio alla monocultura: la svolta bio con lecci e carrubi

La rimozione di questa porzione della pineta di Ostia non segnerà tuttavia la desertificazione del quadrante.

Il regolamento del verde urbano del Campidoglio impone infatti la compensazione rigida di ogni singola pianta abbattuta. I lavori di ripiantumazione partiranno in autunno, durante la prima stagione favorevole alle nuove radici.

La vera novità risiede nella strategia ecologica: per evitare che un domani il problema si ripresenti, il Comune dirà addio alla monocultura del pino.

Al loro posto nascerà un bosco misto e diversificato, composto da lecci, carrubi e pini d’Aleppo, specie autoctone molto più resistenti agli attacchi dei parassiti esotici.

La battaglia contro la cocciniglia tartaruga, arrivata in Italia dai Caraibi e intercettata a Roma per la prima volta nel 2018, sconta anni di ritardi normativi e l’assenza iniziale di protocolli terapeutici efficaci, come le iniezioni endoterapiche.

L’insetto agisce succhiando la linfa vitale dagli aghi e dai rami, producendo una massiccia quantità di melata zuccherina.

Questa sostanza incolla la chioma e attira una fitta patina di funghi neri (la fumaggine) che azzera la fotosintesi clorofilliana, portando la pianta al disseccamento totale in pochi anni. Un declino invisibile all’inizio, il cui conto finale, oggi, viene pagato dalle pinete simbolo del litorale.

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