Emilia Romagna

Nessuna fuga di personale, né segnalazioni di mobbing e vessazioni


Rimane alta l’attenzione sulla situazione all’interno del Consorzio di Bonifica della Romagna. Dopo il caso sollevato da Dossier RavennaToday, la questione è infatti approdata in Consiglio comunale tramite l’interrogazione del consigliere Gianfranco Spadoni (Lega-Lista per Ravenna). La vicenda riguarda alcune criticità, segnalate anche dalla Uil, su una presunta fuga di dipendenti e vessazioni all’interno del Consorzio.

Sul tema arriva la risposta dell’assessore Massimo Cameliani, basata sui dati forniti dal presidente del Consorzio, Stefano Francia. Dall’analisi emergerebbe che “le affermazioni relative a una presunta fuga di personale non trovano conferma nei numeri – si legge nella risposta all’interrogazione – Nel periodo 2024-maggio 2026 le cessazioni complessive sono state 28, di cui 16 per pensionamento, 6 per scelte personali o professionali, 4 per assunzioni a tempo indeterminato presso altri datori di lavoro, un mancato superamento del periodo di prova e una sola dimissione riconducibile a un disaccordo con l’organizzazione. Per la sede di Ravenna le cessazioni risultano pari a 5 unità, di cui 3 pensionamenti. I dati evidenziano pertanto un turnover prevalentemente fisiologico e non una situazione di esodo del personale”. Al contrario, l’organico complessivo del Consorzio sarebbe cresciuto, passando da 184 unità nel 2021 a 204 nel 2026.

Cosa sta succedendo dentro il Consorzio di Bonifica della Romagna: “Vessazioni e dipendenti in fuga, o si è allineati o si è fuori” 

Anche rispetto al presunto clima di disagio organizzativo la risposta sottolinea “che non risultano segnalazioni formali per mobbing o vessazioni, né procedimenti disciplinari riferiti a comportamenti ostili da parte della dirigenza”. Viene inoltre precisato che, dal 2019 a oggi, “nessuno dei dipendenti nella presentazione delle dimissioni volontarie ha mai inserito motivazioni di giusta causa”.

A sua volta il Consorzio rivendica una forte autonomia operativa, seguendo internamente oltre il 95% delle opere e precisando che, a differenza di altri enti, la struttura “conserva internamente l’intera filiera tecnica”, tanto che nel solo territorio ravennate sono finanziati interventi per circa 35 milioni di euro.

Nella sua risposta all’interrogazione, l’assessore conclude affermando che “non emergono evidenze documentali che confermino le criticità descritte” e che inoltre “gli investimenti sul territorio in attività tecniche rispetto agli importi raccolti dai contribuenti sono passati dal 77% al 85% dal 2015 al 2025”, mentre per quel che riguarda il sistema di governance del Consorzio, questo “prevede un ampio livello di trasparenza e partecipazione”.

La replica di Spadoni

Dal canto suo, il consigliere d’opposizione Spadoni ritiene che la risposta fornita dall’amministrazione, “pur in forma articolata e densa di riferimenti, appare più una difesa d’ufficio anziché un’analisi completa della situazione. Stupisce, infatti, che non ci sia nell’ intero testo alcuna riflessione critica sui temi sollevati e nemmeno la sincera ammissione che qualcosa non ha funzionato e di conseguenza s’impongono correttivi”. E aggiunge: “Non penso che il sindacato, e specificamente la Uil, abbia inteso buttare l’argomento “in caciara” intervenendo senza avere effettuato i dovuti approfondimenti. I numerosi riferimenti ben circostanziati della Uil, infatti, hanno dipinto un quadro preoccupante con riferimenti molto puntuali e rispetto a questi la risposta pervenuta si basa solo su affermazioni rassicuranti circa un clima sereno grazie ad interventi ed azioni sempre svolte con la massima attenzione e correttezza”.

“Ci saremmo aspettati qualche ‘mea culpa’ sul piano gestionale assolutamente fisiologico in ogni ambiente lavorativo, accompagnato da impegni finalizzati a migliorare determinate situazioni, invece ci viene riferito che la situazione è ottimale su tutti i fronti – conclude Spadoni – Come eletti dai cittadini continueremo a renderci interpreti delle sollecitazioni che potrebbero pervenire, non certo per attivare azioni di controllo che non ci competono, ma con l’obiettivo di garantire una perfetta sintonia e buone condizioni lavorative ai tanti lavoratori impegnati nel Consorzio”.


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