Lazio

Il pagellone della Roma, stagione 2025/2026

M. Svilar 7,5: Il portierone belga si conferma miglior portiere della serie A bissando il riconoscimento rilasciato dalla Lega calcio lo scorso anno. Sebbene in alcune partite non sia stato impeccabile come nella scorsa stagione, ha dimostrato di essere un caposaldo ineludibile per la squadra capitolina.
Alle sue straordinarie doti tecniche e fisiche si aggiungono le preziose qualità di uomo spogliatoio

P. Gollini n.g.: Una sola presenza da titolare da dimenticare. Giustificato per la totale assenza tra i pali da tempo

Angeliño n.g.: Sempre fuori per la terribile infezione che lo ha debilitato

M. Zeki Çelik 6,5: Ha dimostrato di essere un difensore affidabile, che Gasp ha utilizzato principalmente come esterno, ma all’occorrenza anche nel suo originario ruolo di braccetto di destra. Nella fase finale ha risentito di un calo di rendimento

G. Mancini 8: Una stagione da vero gladiatore. Anche nella versione gasperiniana è stato il punto fermo della difesa prodigandosi all’occorrenza nella posizione di braccetto di destra per sganciarsi in avanti con la sua tecnica e progressione. C’è stato anche per lui un calo nel mese di marzo, ma si è riscattato nel finale entrando nella storia dei derby della capitale consacrandosi come primo difensore a segnare una doppietta e portando di fatto la Roma in Champions

E. Ndicka 7: Altro punto fermo della difesa, nonostante l’inizio un po’ stentato a seguito delle fatiche della coppa d’Africa. Ha garantito con la consueta eleganza ottime gare difensive

M. Hermoso 7: Era in esubero e pronto a far le valigie, ma la cura Gasp lo ha piano piano riportato ai livelli di quando giocava nell’Atletico Madrid. Nello scontro individuale non ha fatto sconti e ha aggredito le zone di competenza con grande convinzione, tanto che spesso si è trovato a segnare gol pesanti per l’economia della stagione

K. Tsimikas 4: Non ha mai riscosso la fiducia dell’allenatore che lo ha utilizzato con il contagocce preferendogli esterni fuori ruolo. Del resto non ha lasciato traccia nelle sue prestazioni

Devyne Rensch 6,5: Ordinato tatticamente e con buoni spunti, è stato un buon rincalzo che il mister ha utilizzato sia sulla fascia destra che su quella sinistra. A volte ha peccato di qualche distrazione nella marcatura a uomo, ma a suo merito vanno ricordate le memorabili prestazioni nel derby di andata e la vittoria contro il Parma che lo ha visto assoluto protagonista

Daniele Ghilardi 6: Il suo esordio nella grande piazza non è stato dei migliori, ma gradualmente ha migliorato le prestazioni con interventi difensivi importanti. Gasperini può puntare su di lui per il parco difensivo

Wesley 8: Autentica rivelazione. Sebbene fosse arrivato con alte considerazioni, non si credeva potesse rendere a tal punto da diventare uno dei giocatori più determinanti della stagione. Funambolo di fascia destra inarrestabile, ha appreso subito la lezione tattica italiana ed è divenuto ben presto ottimo anche in fase di recupero difensivo. Gasp, con il forfait di Angelino, lo ha spostato quasi sempre sulla sinistra senza che il 22enne brasiliano diminuisse l’alto livello delle sue prestazioni. È stato anche decisivo sotto porta

Jan Ziólkowski 6: Il giovanotto polacco ha alternato a un buon esordio diverse ingenuità difensive che sono costate anche dei punti alla squadra. Detto questo, sembra un buon prospetto per il futuro

B. Cristante 7: Non è solo il metronomo del centrocampo, ma dell’intera squadra. Al netto di qualche prestazione negativa, il suo apporto è sempre stato fondamentale per intelligenza tattica e capacità di capire le azioni di gioco. Interscambiabile per ogni tassello del centrocampo ha sempre impiegato la giusta dose di intensità ed esperienza per far girare al meglio la squadra. Primo nella Roma, risulta sempre tra i primi posti per maggior chilometraggio in Serie A

L. Pellegrini 6: L’ex capitano, che doveva abbandonare la Roma a inizio stagione, ha ritrovato le giuste motivazioni dopo un rientro tardivo. Gasp lo ha sempre tenuto in considerazione e nonostante la mancanza di continuità, dovuta anche ai diversi infortuni stagionali, ha regalato delle prestazioni di rilievo, sopperendo all’assenza di Dybala e in generale alla carenza di qualità della squadra. Gol importanti come quello del derby di andata

M. Kone 7: È divenuto subito centrale nello scacchiere gasperiniano. Ha confermato la sua importanza tecnico-tattica anche se ha ampi margini di miglioramento nella fase di conclusione

Neil El Aynaoui 6: Ha alternato periodi di totale insignificanza, come nella prima fase di assestamento nel campionato italiano o come al rientro dalla coppa d’Africa, ad altri di grande slancio tecnico-tattico. Dovrà bilanciare questa sua volatilità nelle prestazioni per garantire maggiore qualità al centrocampo romanista

Niccolò Pisilli 6,5: Gasperini lo ha scoperto gradualmente, tanto che inizialmente sembrava dovesse lasciare Roma per fare esperienza. Poi si è preso la scena diventando prezioso durante l’assenza di Kone. In grande crescita

S. El Shaarawy 6,5: È partito con la fascia di capitano per terminare con i saluti di addio. Nella sua ultima stagione alla Roma il faraone ha mostrato poca incisività e tanta fatica nel recuperare dagli acciacchi fisiologici di fine carriera (almeno ad alti livelli), ma la sua gara d’addio l’ha conclusa con un gol tutto per i tifosi

P. Dybala 6: Out per buona parte della stagione, la Roma non ha potuto contare sul suo apporto. La sua assenza non è stata la stessa che può offrire un giocatore qualsiasi. Lo si è visto quando è rientrato nel finale dimostrando di essere decisivo con la sua classe al servizio della squadra. Se rimarrà, come sempre, servirà da lui maggiore continuità

D. Malen 9: L’eroe, il salvatore di gennaio che ha deciso le sorti della Roma con i suoi gol e le sue prestazioni da grande attaccante. Era il bomber che Gasperini sognava dopo i flop di Ferguson e di Dovbyk e gli infortuni di Dybala. Mai nessuno dal mercato di gennaio ha totalizzato un così alto numero di reti (14) in serie A

Artem Dovbyk 5: Il gigante ucraino ha deluso ancora mantenendo il trend della prima stagione. Poi è arrivato l’infortunio che lo ha tenuto fuori per larghi tratti della stagione; infine, il rientro nel derby dove il destino gli ha porto la palla giusta per siglare un gol per la storia delle stracittadine e che avrebbe potuto sancire il suo riscatto, ma l’attaccante non ha colto l’occasione. Restano i 3 gol comunque decisivi in stagione

M. Soulè 6,5: Nella prima parte di stagione ha garantito continuità e gol decisivi sopperendo all’assenza costante di Dybala, ma alla lunga il lavoro straordinario lo ha pagato in termini di pubalgia che lo ha allontanato nella parte più delicata della stagione. Nel finale è rientrato ma senza la giusta condizione

E. Ferguson 5: Il giovane attaccante scozzese pieno di buoni propositi non è riuscito a superare quegli infortuni che lo stanno condizionando nella sua carriera e, a parte qualche guizzo vincente, è poi sprofondato nel cono d’ombra da cui non è più uscito

B. Zaragoza 4: Prima apparizione con assist vincente, poi è scivolato velocemente nel dimenticatoio da cui Gasperini non lo ha più riesumato

L. Venturino 6: Discorso diverso per il giovane esterno ex Genoa. Ha mostrato maggior incisività nelle occasioni in cui è stato mandato in campo trovando anche un gran gol, ma in realtà il mister non lo ha utilizzato con continuità, segno che non lo ha trovato pronto. Deve crescere

R. Vaz 6: Catapultato giovanissimo in Serie A, è riuscito a mostrare qualcosa di buono soprattutto in fase di possesso palla e buona occupazione degli spazi offensivi, ma Gasperini lo ha reputato troppo acerbo per bruciarlo e così il francese non ha visto molto il campo

A. Arena 6: Si è mosso bene il giovane Primavera e ha segnato una rete storica in Coppa Italia

L. Bailey 3: Inadeguatezza, indisposizione e una certa supponenza. L’infortunio inziale gli è valso come biglietto da visita. Uno di passaggio

T. Baldanzi 5,5: Ci ha sempre messo tanta grinta per emergere, ma non è mai stato decisivo per l’economia del gioco romanista. Da gennaio in presto al Genoa in cambio di Venturino

All. G. GASPERINI 8: L’artefice di questo traguardo storico per la società dei Friedkin. Ha saputo portare il gruppo dalla sua parte, garantire un equilibrio tattico sulla base dei giocatori a disposizione e raggiungere il massimo che potesse ottenere da questa rosa.
Di sicuro non ha brillato nelle coppe e soprattutto ha difettato negli scontri diretti in campionato, ma il mister ha gettato le basi per una buona squadra lottando anche in società per avere credito

SOCIETA’ 5: I Friedkin hanno come sempre costruito un assetto deficitario lasciando incompleto uno staff dirigenziale che apparentemente sembrava ben assemblato nel trio Massara-Ranieri-Gasperini. In realtà, l’amalgama non è riuscito, anche perché Ranieri non aveva poteri direttivi, ma solo da consulente della proprietà: risultato il caos, la lite con Gasperini che pretendeva più voce in capitolo, fino al licenziamento dell’ex allenatore di Testaccio.
Sul mercato Massara non ha brillato in fase di acquisti estivi, nonostante l’arrivo di Wesley concordato con il mister, ma l’avvento di Malen, indipendentemente dalla paternità dell’acquisto, ha riscattato un’intera stagione

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