Lazio

ai domiciliari noto psicoterapeuta dei vip

Un’auto che rallenta, si ferma davanti a una pensilina dell’autobus, poi una manovra all’indietro per guadagnare la posizione migliore.

Infine, secondo l’accusa, il gesto che dà origine all’indagine: atti osceni compiuti all’interno dell’abitacolo, mentre a pochi metri una studentessa minorenne aspetta il bus per tornare a casa.

Per questo un psicoterapeuta romano di 41 anni è finito agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Il professionista, attivo nel V Municipio e noto anche per collaborazioni in ambito sportivo e dello spettacolo, è gravemente indiziato di atti osceni in luogo pubblico, con l’aggravante della presenza di minori.

La misura cautelare è stata disposta dal gip del Tribunale di Roma, che ha ritenuto necessario intervenire per evitare il rischio di nuovi episodi e ha giudicato non compatibile con i fatti contestati la prosecuzione della sua attività professionale in studio.

La fermata, la scuola e la ricostruzione dei fatti

L’episodio risale al pomeriggio del 7 gennaio scorso e si sarebbe consumato lungo via Collatina, in un tratto particolarmente frequentato dagli studenti delle scuole della zona.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe percorso la strada fino a fermarsi in corrispondenza del civico 293, proprio davanti a una fermata del trasporto pubblico.

In quel momento, una ragazza minorenne si trovava lì in attesa dell’autobus, appena uscita dagli istituti comprensivi Gesmundo e Salvo D’Acquisto.

Dagli atti emerge che il conducente avrebbe poi eseguito una retromarcia, posizionando l’auto in modo da trovarsi frontalmente rispetto alla giovane.

A quel punto, sempre secondo l’impianto accusatorio, avrebbe reclinato il sedile e dato avvio a condotte di autoerotismo, mantenendo lo sguardo rivolto verso la studentessa.

Le urla della ragazza avrebbero interrotto la scena, spingendo l’uomo ad allontanarsi rapidamente.

immagine di repertorio

Il testimone e le indagini

Fondamentale per la ricostruzione sarebbe stata anche la testimonianza di un meccanico che lavora in un’officina situata proprio di fronte alla fermata.

L’uomo avrebbe notato i movimenti anomali del veicolo e li avrebbe riferiti agli investigatori.

La denuncia della minorenne ha dato il via alle verifiche della Polizia di Stato, che attraverso incroci testimonianze e riscontri sul territorio è riuscita a risalire all’identità del professionista.

Il passato giudiziario e la recidiva

L’ordinanza del gip sottolinea un elemento ritenuto particolarmente rilevante: la recidiva specifica. Il 41enne, infatti, non sarebbe nuovo a contestazioni simili.

Nel provvedimento vengono richiamate una condanna definitiva risalente al 2018 per fatti analoghi avvenuti tra il 2013 e il 2014 e un ulteriore procedimento ancora in corso relativo a un episodio del 2023, quando due sedicenni avrebbero denunciato comportamenti sovrapponibili in via Monte Cervialto.

La difesa e il rigetto delle giustificazioni

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, l’uomo ha respinto ogni accusa sostenendo che quanto visto dalla ragazza sarebbe stato frainteso.

Ha inoltre riferito di soffrire di una dermatite nella zona genitale, che gli provocherebbe improvvisi episodi di intenso prurito, tali da spiegare i gesti contestati. Una versione che però non ha convinto il giudice.

Nell’ordinanza si parla infatti di ricostruzione “non coerente” e “inattendibile”, anche alla luce della documentazione medica acquisita, ritenuta non compatibile con la dinamica descritta dalla vittima.

La decisione del giudice

Per il gip il quadro indiziario e i precedenti dell’indagato rendono concreto il rischio di reiterazione del reato.

Da qui la scelta di applicare la misura cautelare degli arresti domiciliari con controllo elettronico, respingendo le richieste della difesa di una misura meno afflittiva.

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