Lazio

il killer scappa a Tor Bella Monaca e si consegna ai carabinieri

La fuga disperata dal mare fino all’estrema periferia est della Capitale si è conclusa all’interno di una caserma.

C’è una svolta fulminea nelle indagini sull’omicidio di Mihaita Dodoi, il cittadino romeno di 36 anni massacrato a coltellate nella serata di ieri davanti a un bar di Ostia Antica.

Il presunto assassino – un connazionale di 55 anni – si è costituito presso la stazione dei Carabinieri di Tor Bella Monaca, ormai consapevole di avere le ore contate.

L’uomo è stato immediatamente preso in custodia dai militari della Compagnia di Ostia che, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, erano già sulle sue tracce fin dai momenti successivi al delitto.

Per il cinquantacinquenne è scattato l’arresto con la pesante accusa di omicidio volontario.

La trappola delle telecamere e la resa a Tor Bella Monaca

Il delitto si era consumato in pochi istanti in via di Castel Fusano, sotto gli occhi terrorizzati di alcuni passanti. Dopo aver sferrato i fendenti mortali che non hanno lasciato scampo a Dodoi, l’aggressore si era dileguato nel buio, facendo perdere le proprie tracce.

A stringere il cerchio attorno al killer sono state le indagini scientifiche e tecnologiche avviate nell’immediato dall’Arma:

I filmati chiave: I Carabinieri hanno setacciato e acquisito i video dei sistemi di videosorveglianza del bar e dei negozi della zona. I fotogrammi hanno immortalato nitidamente il volto del cinquantacinquenne e le fasi cruciali dell’aggressione.

La caccia all’uomo: Con l’identikit del sospettato già diramato a tutte le pattuglie della provincia, il cinquantacinquenne ha capito di non avere più scampo o nascondigli sicuri nella Capitale, decidendo così di varcare la soglia della caserma Casilina.

Il movente: Restano ancora da chiarire i motivi profondo che hanno scatenato la furia dell’assassino.

Gli investigatori stanno ascoltando l’arrestato e i testimoni per capire se il delitto sia maturato al culmine di una lite improvvisa, magari alterata dall’alcol, o se dietro la spedizione di sangue in via di Castel Fusano ci fossero vecchi rancori o regolamenti di conti legati alla sfera personale dei due connazionali.

Il 55enne, dopo le formalità di rito e il fotosegnalamento, è stato trasferito in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa del decreto di convalida del fermo.

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