un melo non vale più di un giovane»

BOLZANO. «Nei prossimi dieci anni abbiamo calcolato che in Alto Adige servano 20 mila alloggi, di cui 6-7 mila solo a Bolzano. I sindaci devono entrare nell’ordine di idee che devono mettere a disposizione le aree, perché non basta costruire sul costruito».
Il messaggio è chiaro, il destinatario pure: l’assessora provinciale all’edilizia abitativa e alla sicurezza Ulli Mair – tailleur azzurro polvere, scarpe argentate, la grinta di sempre – ieri nella conferenza stampa di metà mandato, ha incalzato la Svp su un tema delicatissimo che è appunto quello delle aree. La linea del partito di raccolta è nota: difesa strenua del verde. Una posizione condivisibile perché contro la cementificazione del territorio, se non fosse che l’emergenza abitativa a Bolzano in particolare, ma anche in altri centri dell’Alto Adige, sta diventando sempre più pesante. Si fa fatica a trattenere i giovani e ancora di più a farli venire a lavorare qui, sempre per lo stesso motivo e a tutti i livelli: non trovano casa. O se la trovano gli affitti sono troppo alti. In questo modo però si mettono a rischio la produttività delle aziende e la continuità dei servizi.
Servono aree
«La Svp di Bolzano a questo punto deve chiedersi: è più importante un albero di mele o un nostro giovane?» Una provocazione ma neanche tanto. Gestendo da due anni e mezzo l’assessorato all’edilizia abitativa, Mair si è resa conto che si possono fare tutte le migliori riforme ma se non ci sono terreni su cui edificare alloggi privati, in cooperativa e di edilizia sociale, dall’emergenza non si uscirà mai. «In questa prima parte di mandato – ha ricordato l’assessora dei Freiheitlichen, alle spalle tanti anni passati all’opposizione – ho lavorato per creare le premesse che ci consentiranno di dare risposte concrete al problema casa. Abbiamo approvato la Riforma abitare 2025. La più importante da decenni a questa parte: offre un pacchetto di misure per la creazione e la tutela di spazi abitativi destinati alla popolazione locale. La Riforma – tra le altre cose – consente agli enti del terzo settore e ai Comuni di realizzare non solo progetti di recupero, ma anche di costruire immobili destinati alla locazione. Abbiamo inoltre previsto un nuovo modello di mutuo risparmio casa; che si aggiunge ad una nuova regolamentazione dei contributi per acquisto, costruzione e recupero».
Il cambio di passo dunque – secondo l’assessora – c’è e i primi effetti si vedono: da gennaio sono stati erogati mutui agevolati per circa 60 milioni di euro a favore di circa 500 persone o famiglie. Nel 2025 sono stati presentati otto progetti per circa 100 alloggi in affitto, e nei prossimi anni dovrebbero arrivarne altri.
Numeri importanti, ma insufficienti rispetto al fabbisogno: «Se i sindaci non individuano nuove aree, non si costruiranno alloggi e i prezzi resteranno alle stelle. Risultato: l’Alto Adige sarà sempre più attrattivo ma solo per i turisti o per gli investitori di Milano o Monaco».
Oltre via Einstein
«Da 20 anni – ha ricordato l’assessora – sento ripetere che nel capoluogo si andrà ad edificare sull’areale ferroviario. Un pretesto per non mettere a disposizione nuove aree. Lo ripeto: Bolzano, ma il discorso vale anche per gli altri Comuni, deve individuare terreni su cui costruire. La Svp deve entrare nell’ordine di idee che bisogna andare oltre via Einstein. L’arteria a Bolzano sud non può essere un confine invalicabile».
E il progetto del Quartiere Ponte Roma contestato dagli industriali, contrari perché sorgerebbe vicino alle Acciaierie e comunque in generale perché ritengono impossibile la convivenza case-fabbriche? «Non tocca a me decidere, è però una soluzione da valutare».
Alloggi per il ceto medio
Avviata la procedura per un bando da 60 alloggi a Bolzano, 30 a Merano, 7 a Bressanone per l’assegnazione di alloggi a canone sostenibile destinati al ceto medio che oggi ha un reddito troppo elevato per accedere alle graduatorie Ipes. L’assessora ha annunciato che prossimamente ci sarà, per tutti i Comuni, una graduatoria per gli alloggi di edilizia sociale e una per gli affitti a canone sostenibile.
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