Lazio

Il filo nero che unisce le stragi nell’evento di Articolo 21

Alla festa annuale 2025 di Articolo 21. Il clou dell’evento, è stato quello con Elena Ruzza in “Io so”, testo di Davide Rigallo e musiche di Matteo Cantamessa.

La nostra Storia più difficile esaminata nel pomeriggio del 10 dicembre 2025 di Articolo 21 attraverso una rappresentazione teatrale che ha reso omaggio alle vittime del neofascismo.

“Io so” di una straordinaria Elena Ruzza è stata un viaggio attraverso il dolore fisico, singolo e collettivo, umano e sociale delle stragi, un’analisi emozionante di quegli anni, analizzati anche attraverso le scelte della politica, scandagliando le perversioni dei depistaggi e percorrendo il precipizio che poteva portare l’Italia sull’orlo di un golpe, sfiorato due volte.

Guardare al futuro significa coltivare la memoria e ciò equivale a dire la verità sulle stragi, significa continuare a chiedere giustizia anche in un Paese dove la classe dirigente fa fatica a pronunciare la parola neofascista in relazione alle stragi. Attorno a questo concetto si è snodato l’appuntamento organizzato da Articolo 21 presso la sede di Libera a Roma che ha ospitato lo straordinario spettacolo-evento “Io so”, monologo di Elena Ruzza sugli anni più bui della Repubblica, sui depistaggi, su Pinelli, sul golpe borghese, sulle scie nere e fasciste che hanno condizionato un periodo troppo lungo fantasmi che adesso aleggiano sulla realtà contemporanea.

Uno “spettacolo” duro, mozzafiato, è stato quello di Elena Ruzza che ha raccolto una ovazione del pubblico che si è alzato in piedi per manifestare l’apprezzamento verso una rappresentazione per molti aspetti necessaria.

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