Sicilia

Primo acuto di Vingegaard al Giro, Eulalio conserva la maglia rosa

La prima tappa da bollino rosso del Giro d’Italia 2026 pretendeva un segnale da parte del favorito della vigilia e Jonas Vingegaard l’ha lanciato forte e chiaro, prendendosi una vittoria in solitaria in cima al Blockhaus, dopo 244 massacranti chilometri. Il danese della Visma-Lease a Bike è andato all’attacco poco dopo la metà dei 12 km della salita che porta al traguardo, Giulio Pellizzari ha cercato di tenergli testa ma ha pian piano perso terreno arrivando quarto al traguardo con un ritardo di un minuto, mentre ha reagito meglio l’austriaco Felix Gall, capace di chiudere a soli 13″ dal vincitore. Senza forzare e grazie al grande vantaggio in classifica generale, ha mantenuto la maglia rosa il portoghese Afonso Eulalio, che ora precede di 3’17″ Vingegaard e di 3’34“ Gall. Pellizzari è quinto a 4’28″ e Giulio Ciccone, oggi settimo, ottavo a 4’58″.

Un Vingegaard molto sorridente al traguardo si è detto felice per la vittoria, «in una giornata speciale anche perchè è il mio primo successo in assoluto in questa corsa. La squadra – ha proseguito ai microfoni della Rai – ha fatto un lavoro perfetto e sono molto contento di averli ripagati in questo modo». Il danese ha ammesso che «dopo una tappa molto lunga sono arrivato stanco alla salita finale, ma ho fatto una buona prestazione e sono convinto di poter migliorare ancora la mia condizione». “Sono felice di aver recuperato tanto tempo a Eulalio e ho guadagnato su tutti i rivali, tutto perfetto. Gall è un grande avversario, molto forte. Lo dobbiamo tenere in considerazione». Già domani, l’ottava tappa da Chieti a Fermo, pur di soli 157 km, propone un nuovo arrivo in salita che non permetterà a nessuno di distrarsi.

L’interminabile tappa odierna ha vissuto a lungo, come in altre occasioni sull’iniziativa di un gruppetto di fuggitivi, lanciata all’inizio da Jonathan Milan, il velocista azzurro ancora a caccia di una vittoria che non poteva certo essere oggi ma voglioso di mettersi in mostra almeno fino al primo traguardo volante. A prendere il etstimone sono stati gli olandesi Jardi Christiaan van der Lee e Tim Naberman, il canadese Nickolas Zukowsky e lo spagnolo Diego Pablo Sevilla, lader della classifica segli scalatori. Hanno accumulato un bel vantaggio finchè le squadre di Eulalio e di Vingegaard, la Bahrain-Victorious e la Visma, hanno alzato il ritmo del gruppo, riassorbendo gli ultimi fuggitivi, van der Lee e Zukowsky, quando ormai avevano affrontato le prime rampe dell’ascesa al Blockhaus. Vingegaard ha fatto muovere i suoi, Piganzioli e Kuss, che hanno rapidamento fatto sfolitire il gruppo di testa prima dell’attacco del danese. Pellizzari gli si è accodato per circa un chilometro poi ha dovuto cedere, venendo ripreso e superato da Gall, che al momento si propone come un possibile rivale per Vingegaard.

Il marchigiano ha ammesso di non aver gestito al meglio le fasi decisive della tappa, avendo commesso «l’errore di seguirlo e mi dispiace perché stavo bene, ma ho imparato – ha dichiarato il 22enne a Eurosport – Comunque non è andata così male in assoluto, siamo qui per il podio».


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