Umbria

Molini popolari, addio alla sede legale di Ellera: Corciano all’attacco

Addio alla sede legale di Ellera, ma non solo. Sabato si terrà l’assemblea straordinaria dei soci della Molini popolari riuniti Ellera-Umbertide, con molti punti importanti all’ordine del giorno. Sono infatti diciotto gli articoli dello statuto interessati dalle modifiche. Tra i temi in discussione figurano anche l’emissione di azioni per soci finanziatori — ovvero investitori — e l’approvazione del relativo regolamento, insieme all’emissione di altri «strumenti finanziari partecipativi» per permettere agli investitori di partecipare agli utili o, in certi casi, di avere diritto di voto. Insomma, la cooperativa punta a rafforzarsi ulteriormente.

Corciano all’attacco Lo spostamento della sede legale ha però suscitato la dura reazione del Comune di Corciano. Venerdì, l’assessore allo Sviluppo economico Stefano Gabrielli ha criticato la scelta, definendola non «eticamente sostenibile» e un «atto arrogante e irrispettoso nei confronti dei tanti soci che accettarono questa pattuizione», riferendosi alla divisione tra la sede legale a Ellera e quella amministrativa a Umbertide. Secondo l’esponente della giunta corcianese, la decisione di spostare la sede cancella «l’ultimo ricordo di un passato glorioso». Gabrielli ripercorre le tappe che, dal 1954, portarono al salvataggio e alla crescita del Molino Popolare di Ellera, una realtà che decise poi di rinunciare al proprio nome originale per favorire la fusione e la nascita dell’attuale gruppo. L’assessore sottolinea poi il valore economico e sociale della cooperativa, che nel tempo ha garantito ai produttori agricoli di sfuggire «all’intermediazione speculativa» e ha permesso a molte famiglie contadine di costruire le proprie abitazioni integrando i redditi della terra con quelli della prima industrializzazione.

Silenzio assordante Gabrielli mette l’accento anche sul profondo legame tra la cooperazione e la storia politica di Corciano, dove per decenni i dirigenti della struttura sono stati presenti nelle istituzioni locali. Per l’amministrazione, il venir meno della ripartizione delle sedi tra Ellera e Umbertide rappresenta «uno schiaffo ai due Comuni e ai due sindaci che alcuni anni fa furono chiamati a garantire il complesso dell’operazione». L’assessore esprime rammarico per il fatto che la scelta sia stata presa in un «silenzio assordante», ribadendo che «la storia non si cancella, e non sempre ciò che viene dopo è progresso». Contattata da Umbria24, la Molini popolari ha preferito per ora non commentare.

La storia La Molini popolari riuniti nasce formalmente nel 2001 dall’unione tra il Molino Popolare di Ellera, costituito nel 1957, e il Molino Popolare Altotiberino di Umbertide. Dopo la fusione, la società ha avviato un percorso di espansione industriale che ha portato, nel 2015, all’inaugurazione del polo logistico e produttivo di Pierantonio, un’operazione da ben 30 milioni di euro. Nel 2017 il gruppo ha rilanciato anche l’impianto molitorio di Amelia. Oggi la cooperativa è un attore diversificato con un fatturato di circa 70 milioni di euro, attivo nella panificazione industriale con grano 100% italiano e nel settore zootecnico.

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