Umbria

Sir Sicoma Monini, Lorenzetti: «Straordinario essere alla Final Four. Grato ai giocatori e al club»

di Carlo Forciniti

Le ultime parole prima di rompere, finalmente, il ghiaccio. Le ultime sensazioni da rendere pubbliche prima di focalizzarsi solo ed esclusivamente sulla pallavolo giocata. Gli ultimi riti prima di giocare una Final Four dagli altissimi contenuti tecnici. In cui la Sir Sicoma Monini proverà a fare di tutto per regalarsi un finale simile allo scorso anno.

Perugia si avvicina sempre più alla semifinale contro Varsavia in programma sabato 16 maggio alle 17 con la forza dei nervi distesi. Nel pomeriggio di venerdì 15 maggio, i bianconeri hanno sostenuto il primo allenamento all’Inalpi Arena. Fondamentale per cominciare a prendere i riferimenti del campo. Quelli più intangibili legati alle sensazioni e alle aspettative che si vivono a poche ore da una manifestazione così unica e per questo importante, sono quelle consuete quando ci si approccia ad un torneo che solitamente segna una stagione. 

Bis possibile Quella della Sir, però, resterà comunque di altissimo livello dati i trionfi in campionato, al Mondiale e in Supercoppa. Ma vincere la Champions League per la seconda volta di fila, colorerebbe ancora di più un’annata già foriera di soddisfazioni in serie. Che i Block Devils proveranno ad aumentare nella due giorni torinese.

Lorenzetti In casa bianconera e come traspare dai pensieri espressi da coach Lorenzetti e Simone Giannelli durante la conferenza stampa della vigilia, c’è l’ambizione di regalarsi un altro paio di notti da ricordare. E allo stesso tempo c’è grande serenità e fiducia nei propri mezzi. «Sono il più vecchio tra gli allenatori della Final Four e questo accresce la gratitudine verso i miei giocatori e la mia società che mi fanno vivere questa esperienza. Lo scorso anno è stato un momento bellissimo che però non vogliamo difendere, non siamo qui avendo partecipato alla Champions in maniera automatica perché abbiamo vinto, ma siamo qui perché nella scorsa stagione siamo arrivati terzi in campionato – puntualizza l’allenatore tra i più presenti di sempre negli appuntamenti finali nella massima competizione europea -. Siamo consapevoli dell’alto livello di questa Champions League. Tecnicamente questa Final Four è simile a quella dello scorso anno ma c’è un livello di autostima più alto, ci sono dei sorrisi in più per via dei successi ottenuti nei nostri campionati (il riferimento è agli scudetti vinti dalla Sir, dallo Zawiercie e da Ankara, ndr). E spero che da parte nostra il sorriso rimanga fino all’ultimo punto perché arrivare qui è un qualcosa di straordinario. I giocatori faranno il meglio possibile grazie al loro talento per essere protagonisti fino all’ultima palla».

Giannelli Proverà certamente ad esserlo Simone Giannelli, che lo scorso anno si è congedato dalla Final Four di Lodz con la coppa più agognata, il titolo di Mvp e con quello di miglior palleggiatore. Mica male, come tris. E chissà che il capitano bianconero non faccia il pieno anche all’Inalpi Arena. «Le sensazioni sono belle e positive. Abbiamo tutti voglia di fare il massimo. Non è affatto scontato arrivare alla Final Four per due volte di fila, vogliamo goderci il momento e la semifinale contro Varsavia con anche la voglia di divertirci. Non bisogna mai dimenticarsi della parte ludica. E allora, giochiamoci le nostre carte». 

Il fuoriclasse bolzanino entra poi nei dettagli della sfida contro Varsavia. «Sarà un match lungo e combattuto. Affrontiamo una squadra molto quadrata che fa sempre il suo, sarà tosta. Ci saranno dei momenti in cui soffriremo ma non subiremo. Soffrire ci sta, subire no. Vogliamo giocarci la partita fino all’ultimo punto con tutta la voglia e l’energia che abbiamo. Siamo a Torino per andare a caccia di una cosa bella e difficile, daremo il massimo per andarci a prendere quello che vogliamo».

Ishikawa Un obiettivo cui ambisce anche Yuki Ishikawa che ha recuperato da pochissimo da un infortunio e che all’Inalpi Arena proverà ad essere un fattore se verrà chiamato in causa. «Alla Final Four ci siamo arrivati benissimo – spiega lo schiacciatore giapponese -. Contro Varsavia la chiave sarà essere pazienti».

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