Gnam, esplode la protesta dei lavoratori: «clima irrespirabile»
Un folto gruppo di lavoratori e lavoratrici si sono radunati alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, dove la protesta è esplosa in un vero e proprio sit-in davanti all’ingresso del museo.
Mercoledì 29 aprile, decine di dipendenti hanno incrociato le braccia per denunciare una gestione interna giudicata “autoritaria” e sempre più distante dalle esigenze del personale.
La mobilitazione, promossa da FP CGIL e USB Pubblico Impiego, rappresenta l’ultimo capitolo di un braccio di ferro aperto da settimane, dopo la proclamazione dello stato di agitazione.
Al centro delle accuse c’è un clima lavorativo definito deteriorato. I sindacati parlano di disparità crescenti tra i dipendenti, favoritismi interni e una gestione poco trasparente delle opportunità professionali.
Non solo: a preoccupare è anche quella che viene descritta come una stretta sul dissenso, con segnalazioni al Ministero della Cultura nei confronti di lavoratori “colpevoli” di aver espresso posizioni critiche.
Accanto alle rivendicazioni contrattuali, emergono criticità legate alla sicurezza e alle condizioni degli ambienti. I lavoratori denunciano spazi privi di adeguata climatizzazione e la presenza costante di polveri dovute ai cantieri in corso, con un coinvolgimento ritenuto insufficiente dei responsabili della sicurezza.
La protesta ha trovato eco anche nel mondo accademico. Ricercatori e studiosi segnalano la chiusura prolungata di archivio e biblioteca, servizi fondamentali per l’attività scientifica, senza che siano state previste soluzioni alternative per la consultazione dei materiali.
Sotto la pressione del presidio, la direttrice del museo ha incontrato una delegazione sindacale, promettendo la convocazione di un tavolo formale entro dieci giorni.
Un’apertura che però non basta a rasserenare il clima. I sindacati chiedono un intervento diretto del Ministero della Cultura come garante e avvertono: senza risposte concrete, la mobilitazione è pronta a salire di livello fino allo sciopero generale dell’istituto.

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