Gli affari delle ’ndrine nei porti. Calabria snodo dei traffici illeciti
Il Mediterraneo si conferma teatro di importanti scambi commerciali, inclusi quelli illegali gestiti dalla criminalità organizzata. È il dato che emerge dal terzo rapporto “Diario di Bordo. Storie, dati e meccanismi delle proiezioni criminali nei porti italiani e oltre” presentato ieri a Firenze da Libera. Il rapporto è stato dedicato a Michele Albanese, giornalista calabrese per anni finito sotto scorta e recentemente scomparso.
Il documento parla anche e molto di Calabria, focalizzando l’attenzione soprattutto su uno dei più importanti scali commerciali internazionali, quello di Gioia Tauro, e sui porti di Villa San Giovanni e Taureana di Palmi. Quanto ai dati complessivi, la Calabria si piazza al secondo posto nazionale dietro le Marche con 15 casi di criminalità registrati nei suoi porti in tutto il 2025. Il porto di Gioia Tauro consolida tristemente il proprio ruolo tra gli scali più esposti, con 13 eventi nel 2025 (+62,5% rispetto all’anno precedente): un dato che pone lo scalo calabrese come hub italiano per il traffico internazionale di cocaina. Guardando alla sola cocaina transitata per Gioia Tauro, negli ultimi dieci anni ne sono state sequestrate più di 54 tonnellate. Complessivamente nel quadriennio 2022-2025 in Calabria sono stati registrati 34 casi di criminalità, di cui 27 casi nello scalo gioiese.
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