Lazio

Fuga di cloro in piscina, è caccia all’errore umano: l’ira dei genitori: «Pronta la denuncia»

Un soffocamento improvviso, le gola che brucia, il panico che corre lungo i bordi della vasca mentre decine di bambini cercano disperatamente l’aria.

Doveva essere un sabato pomeriggio di svago, tuffi e refrigerio al centro sportivo Reds Mezzaluna di Mentana, alle porte della Capitale. Si è trasformato in minuti d’inferno.

L’improvvisa fuoriuscita di una nube di cloro dall’impianto di filtraggio ha provocato l’intossicazione di dieci persone, scatenando un’evacuazione di massa tra le urla delle famiglie.

Il bilancio finale parla di un adulto, un quindicenne e ben otto bambini sotto i dieci anni finiti in ospedale. Tra loro, la situazione più drammatica ha riguardato un piccolo di appena 5 anni, trasportato d’urgenza in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea di Roma.

Il bambino, sottoposto a terapia d’urgenza con ossigeno e trattamenti respiratori per le lesioni causate dai vapori tossici, resta sotto stretto monitoraggio medico ma fortunatamente non è in pericolo di vita.

In queste ore i carabinieri della Compagnia di Monterotondo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Tivoli, stanno lavorando per ricostruire con esattezza la catena degli eventi.

Le piste seguite dagli investigatori si concentrano principalmente su due ipotesi: un grave guasto al sistema informatico e meccanico che regola l’immissione e il dosaggio dei disinfettanti, oppure un errore umano durante le operazioni di manutenzione dell’impianto.

I sigilli sono scattati immediatamente. L’intera area della piscina è stata posta sotto sequestro giudiziario per consentire ai Vigili del Fuoco, intervenuti con autorespiratori e maschere antigas, e ai tecnici della Asl di effettuare tutti i campionamenti sull’acqua e le perizie sui macchinari.

Nelle prossime ore i magistrati tiburtini riceveranno una prima dettagliata informativa: si va verso l’iscrizione nel registro degli indagati dei responsabili della struttura e del gestore del centro natatorio. Un atto dovuto, spiegano da Piazzale Clodio, per permettere l’esecuzione degli accertamenti tecnici irripetibili.

La rabbia tra i genitori è palpabile: «Ci siamo già organizzati, presenteremo una denuncia formale ai Carabinieri. Pretendiamo di sapere di chi sia la responsabilità di questo scempio: qui dovevano partire i centri estivi per centinaia di bambini, e solo per un miracolo oggi non stiamo piangendo una tragedia».

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