Calabria

Non solo la Ionica, la lunga scia di sangue degli incidenti mortali sulle strade “perdute” della Calabria

Le croci piantate ai margini dell’asfalto nero e grigio delle strade calabresi raccontano le tante vite perdute in tutti questi anni. È una geografia del dolore che va oltre i confini della Statale 106. I cimeli delle tragedie si ritrovano sul ciglio delle grandi arterie, ma anche lungo le provinciali, le vie comunali, davanti a una scuola, all’uscita di un paese, in una curva che per anni nessuno ha considerato abbastanza pericolosa. Restano lì, per la memoria, accanto a fiori impolverati e appassiti e a fotografie scolorite.
Sono i numeri a definire i contorni di questa strage silenziosa che non si ferma mai. Dall’inizio dell’anno fino ad oggi sono almeno 53 gli incidenti con esito mortale ricostruiti attraverso le pagine della cronaca locale. Non è una statistica ufficiale, ma un censimento necessariamente provvisorio. E da giugno la sequenza si è allungata con almeno 25 persone morte sulle strade calabresi. Un bilancio che arriva dopo un 2025 nel quale le vittime erano state 78, contro le 96 del 2024.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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