Fallisce il progetto unico, milioni spesi per tornare a due strutture

«Altro che centrale unica: da lunedì in Abruzzo siamo ufficialmente tornati al punto di partenza. Due centrali operative, due sistemi separati, due strutture distinte». È durissimo l’intervento del capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri, dopo la separazione delle centrali operative del 118 di Chieti e Pescara nella palazzina della Saga all’Aeroporto d’Abruzzo.
Secondo Taglieri, non si tratterebbe di indiscrezioni ma di fatti concreti: il sistema di cablaggio delle linee telefoniche sarebbe stato fisicamente diviso e le postazioni separate su due piani distinti, con la centrale operativa del 118 di Chieti al piano terra e quella di Pescara al primo piano.
«Per anni la giunta regionale ha parlato di integrazione, razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse – afferma il capogruppo M5s – ma oggi la realtà è che la centrale unica non esiste più. Esistono di nuovo due centrali autonome».
Nel mirino anche i costi dell’operazione. «È come assistere alla separazione di una coppia dopo aver speso milioni per una casa comune – attacca Taglieri – solo che qui si tratta di soldi pubblici». Il consigliere parla di oltre 1,6 milioni di euro di affitto in vent’anni per la sede aeroportuale, oltre a spese per traslochi e allestimenti, definendo l’intera operazione «uno spreco» e «un fallimento politico conclamato».
«Non c’è mai stata una vera volontà di unificare il servizio – prosegue – si è costruita una scatola riempita di proclami, e oggi la si svuota dividendo perfino i cablaggi».
Taglieri individua una responsabilità politica precisa, chiamando in causa l’assessore alla Salute Nicoletta Verì. «È lei che ha rivendicato pubblicamente le scelte organizzative e difeso questo modello. Oggi deve assumersi la responsabilità di un fallimento evidente».
Per il capogruppo pentastellato, la questione non è solo economica ma istituzionale. «Un servizio delicato come il 118 merita programmazione seria e stabilità organizzativa. Invece assistiamo a continui cambi di rotta, separazioni e ri-allestimenti. A pagare sono sempre i cittadini abruzzesi».
«La cosiddetta centrale unica è stata una costruzione politica senza fondamenta – conclude Taglieri – oggi quelle fondamenta sono crollate definitivamente. E non si può più nascondere la realtà: due centrali, più spese, più confusione e nessuna assunzione di responsabilità».
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