I sensori sismici potevano fermare il colpo di Napoli?
A Napoli il colpo sembra uscito da un film, ma è tutto reale. E proprio da qui parte la nuova collaborazione tra BZ News 24 e l’“allarmologo” Matteo Fiasca, founder e CEO di NetCom Security Group, che da oggi talvolta affiancherà la nostra cronaca con analisi tecniche su come prevenire furti e rapine, anche quelle più sofisticate. Nel caso dell’ormai nota rapina alla filiale di piazza Medaglie d’Oro a Napoli, il racconto del geologo Gianluca Minin restituisce un’operazione studiata nei dettagli: un cunicolo scavato a mano, lungo circa 12 metri e alto meno di un metro, realizzato nell’arco di settimane da professionisti del sottosuolo. Una divisione dei ruoli, una logistica precisa, una capacità tecnica che alza il livello della minaccia.
Ma è davvero impossibile difendersi da un colpo così? Secondo Fiasca, no. Anzi, la tecnologia oggi offre strumenti in grado di intercettare anche tentativi così estremi. “Esistono sensori sismici specifici – spiega – che vengono installati su pareti e pavimenti delle camere di sicurezza. Sono progettati per rilevare qualsiasi vibrazione: da eventi naturali fino ai tentativi di effrazione. L’utilizzo di strumenti di scavo li farebbe scattare immediatamente”. Il punto più interessante, però, è un altro: la prevenzione. Perché questi sistemi non intervengono solo quando il ladro è ormai dentro. Anzi, esattamente il contrario. “Con gli elementi disponibili – continua Fiasca – posso dire con certezza che almeno un metro prima di arrivare al pavimento della banca, l’allarme sarebbe scattato.Questo significa interrompere il colpo quando i rapinatori sono ancora sottoterra. Non so dire se sarebbero scattato anche molto prima perché dovrei vedere la relazione del geologo per capire e quanti metri al secondo procedevano con i martelli pneumatici ma è possibile”.
Una considerazione che cambia completamente la prospettiva: non si tratta più solo di difendersi, ma di anticipare. E proprio qui si inserisce il senso di questa nuova rubrica. Portare dentro la cronaca uno sguardo tecnico, capace di tradurre episodi spettacolari in indicazioni concrete. Perché dietro ogni colpo “perfetto” c’è quasi sempre una vulnerabilità. E dietro ogni vulnerabilità, spesso, esiste già una soluzione.




