Sardegna

Emergenza sanità, l’Ordine dei medici chiede conto alla Regione: “Intervenga subito”

Oristano 

Sollecitati provvedimenti immediati e una cabina di regia

Sull’emergenza sanità in provincia di Oristano riceviamo dall’Ordine dei medici della provincia di Oristano il documento che pubblichiamo di seguito. 

L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Oristano esprime profonda preoccupazione per le condizioni nelle quali si trova a operare il Pronto soccorso dell’ospedale San Martino e manifesta piena solidarietà ai medici, agli infermieri e a tutti gli operatori impegnati quotidianamente in condizioni estremamente gravose.

Le notizie emerse in questi giorni descrivono un quadro ormai insostenibile: tempi di attesa che possono superare le 18 ore, turni con un solo medico chiamato a gestire l’intera attività del Pronto soccorso, un solo infermiere al triage, sovraffollamento degli spazi e pazienti costretti a permanere a lungo sulle barelle in attesa di ricovero.

Un solo medico non può trovarsi a dover affrontare contemporaneamente due o tre codici rossi e, nello stesso momento, anche quindici codici arancioni, come risulta stia accadendo in questi giorni. È una condizione pericolosa per il professionista e, soprattutto, per i pazienti, ai quali diventa estremamente difficile garantire contemporaneamente tempestività e sicurezza delle cure.

A ciò si aggiunge il fenomeno del boarding, aggravato dalla riduzione dei posti letto disponibili in Medicina Interna, passati, secondo quanto pubblicamente segnalato, da 60 a 30 per carenza di personale.

La difficoltà di reperire medici permane nonostante siano stati attivati strumenti economici e organizzativi straordinari: prestazioni aggiuntive fino a 100 euro l’ora per i medici dell’Azienda e 140 euro l’ora, oltre al rimborso chilometrico, per professionisti provenienti da altre Aziende, accordi interni e una convenzione con l’ARNAS G. Brotzu.

Se neppure questi strumenti riescono ad assicurare una copertura sufficiente dei turni, è evidente che il problema non può essere affrontato dalla singola Azienda con i soli strumenti ordinari di reclutamento.

Occorre inoltre verificare se alla difficoltà di reperimento contribuiscano eventuali vincoli contrattuali derivanti dai precedenti rapporti tra alcuni professionisti e il soggetto privato che fino a pochi mesi fa assicurava parte delle prestazioni mediche presso il Pronto soccorso. Qualora tali clausole risultassero effettivamente applicabili anche dopo la cessazione del rapporto, appare necessario valutarne con urgenza l’incidenza sull’attuale possibilità di reclutamento.

Ma la particolare gravità della situazione oristanese non riguarda soltanto l’ospedale.

Alla crisi del Pronto Soccorso si somma infatti una grave carenza della medicina territoriale: una parte rilevante della popolazione della provincia è priva del medico di medicina generale, con inevitabili conseguenze sulla continuità assistenziale e con un ulteriore aumento della pressione sul Pronto Soccorso.

A ciò si aggiunge il fatto che il nuovo Accordo Integrativo Regionale della Medicina Generale non risulta ancora definito, lasciando irrisolti aspetti organizzativi ed economici importanti e rendendo più difficile rendere attrattivi gli incarichi nelle sedi carenti.

La situazione di Oristano, inoltre, non è isolata. Analoghe criticità interessano numerosi Pronto Soccorso e servizi territoriali della Sardegna.
È quindi evidente una insufficienza della programmazione regionale delle risorse professionali. La riduzione dei medici disponibili, i pensionamenti, le difficoltà di copertura dei Pronto soccorso e le carenze della medicina generale erano fenomeni prevedibili e richiedevano una programmazione anticipata.

Non è sufficiente intervenire quando il singolo servizio è già prossimo al collasso, né è possibile risolvere una carenza strutturale spostando gli stessi pochi professionisti da una struttura in difficoltà a un’altra.

Per questo l’Ordine ritiene necessaria l’istituzione di una cabina di regia regionale permanente per la gestione delle risorse professionali sanitarie, capace di monitorare costantemente le dotazioni di personale, individuare tempestivamente le situazioni a rischio, coordinare gli accordi fra Aziende e orientare le limitate risorse disponibili verso i servizi e i territori nei quali il bisogno è maggiore.

L’Ordine chiede pertanto alla Regione Autonoma della Sardegna:
1. un intervento immediato sulla situazione del Pronto soccorso di Oristano, rendendo pienamente operativi e, ove necessario, ampliando gli accordi interaziendali già attivati;
2. misure urgenti per il sovraffollamento e il boarding, attraverso un efficace governo dei posti letto e dei flussi ospedalieri;
3. la rapida definizione dell’Accordo Integrativo Regionale della Medicina Generale, anche per favorire la copertura delle sedi oggi carenti;
4. l’istituzione di una cabina di regia regionale permanente per il monitoraggio, la programmazione e il coordinamento delle risorse professionali disponibili;
5. una programmazione regionale di medio e lungo periodo fondata sui fabbisogni reali e prevedibili di personale.

La Sardegna dispone oggi di una risorsa professionale insufficiente rispetto alle necessità del proprio sistema sanitario. Proprio per questo quella risorsa deve essere programmata, monitorata e utilizzata con una visione regionale, secondo criteri di necessità e priorità assistenziale.
Oristano sta pagando contemporaneamente la crisi dell’emergenza ospedaliera e quella dell’assistenza territoriale.

Non è più sufficiente rincorrere le emergenze. È necessario prevenirle e governarle.

Giovedì, 13 agosto 2026

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