Puglia

Eclissi solare e sciame delle Perseidi, doppio appuntamento astronomico. E c’è chi va in Spagna…

Ci sono eventi astronomici che non si guardano semplicemente, ma si inseguono. È il caso dell’eclissi solare di oggi 12 agosto 2026, per la quale una delegazione dell’Osservatorio Astronomico Andromeda ha raggiunto Saragozza, in Spagna, per assistere da una posizione privilegiata a uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati del cielo. Una spedizione che coinvolge anche numerosi soci provenienti dalla Bat (da Andria e Trani), a conferma del legame dell’associazione con il territorio e della passione per l’astronomia che da anni anima tanti astrofili della provincia.

A raccontare l’esperienza è Nicolò Serafino, dell’Osservatorio Andromeda, che sottolinea come per gli appassionati questi appuntamenti rappresentino anche un’occasione per condividere conoscenze, osservazioni e una passione che spesso porta a viaggiare anche molto lontano da casa. Il principale messaggio dell’Osservatorio Astronomico Andromeda riguarda la sicurezza: «L’eclissi non deve mai essere osservata a occhio nudo e non bisogna mai guardare direttamente il Sole senza una protezione adeguata. La radiazione solare può provocare danni importanti alla retina. Un aspetto particolarmente pericoloso è che il danno può avvenire in modo completamente indolore: la retina non è in grado di percepire il dolore e i sintomi delle lesioni possono comparire soltanto diverse ore dopo l’esposizione. Per la visione diretta devono essere utilizzati esclusivamente occhialini specifici per eclissi dotati di filtri solari certificati secondo gli standard previsti, oppure filtri solari dedicati all’osservazione astronomica.

Sono invece assolutamente da evitare i sistemi improvvisati. Non sono sicuri i normali occhiali da sole, CD e DVD, lastre radiografiche, immagini ottenute tramite risonanza magnetica, pellicole fotografiche o altri materiali utilizzati come filtri di fortuna. Anche i vetri da saldatore non specificamente certificati per l’osservazione solare non devono essere utilizzati. Per telescopi e strumenti astronomici possono essere utilizzati appositi filtri solari o fogli in Mylar specificamente destinati all’osservazione del Sole e all’astrofotografia, seguendo sempre le indicazioni del produttore. Un’alternativa sicura: osservare l’eclissi senza guardare il Sole. Chi non possiede occhialini o filtri adeguati non deve rinunciare all’eclissi. Esistono infatti diversi metodi di osservazione indiretta, che permettono di seguire il fenomeno senza guardare direttamente il Sole.

Uno dei sistemi più semplici consiste nel realizzare un piccolo proiettore utilizzando materiali di uso comune, come una scatola di cartone e un foglio di carta. Ma non è nemmeno necessario costruire strumenti particolari: uno scolapasta o qualsiasi oggetto dotato di piccoli fori può diventare un curioso proiettore naturale. La luce del Sole che attraversa i fori proietterà infatti sul terreno tante piccole immagini del disco solare. Durante l’eclissi queste immagini assumeranno la caratteristica forma a falce. Lo stesso fenomeno può essere osservato spontaneamente sotto gli alberi: gli spazi tra le foglie funzionano come tanti piccoli fori e, durante un’eclissi parziale, sul terreno compariranno numerose piccole falci di Sole».

La spedizione in Spagna arriva in un periodo particolarmente ricco per chi osserva il cielo. In queste settimane, infatti, è protagonista anche lo sciame meteorico delle Perseidi, le tradizionali “stelle cadenti” di agosto: «In questo periodo dell’anno aumenta la frequenza di stelle cadenti – spiega Serafino –. Questo sciame si chiama Perseidi perché il radiante è nella costellazione di Perseo: sembrano quindi arrivare tutte da quella zona del cielo». Il fenomeno è legato al passaggio della Terra attraverso una regione del Sistema solare interessata dai residui lasciati da una cometa. Sono proprio queste particelle che, entrando nell’atmosfera terrestre ad alta velocità, si riscaldano e danno origine alle scie luminose che chiamiamo comunemente stelle cadenti.

Per chi, invece, vuole provare a osservare le Perseidi in queste notti, i consigli degli esperti sono semplici ma fondamentali. «Bisogna sicuramente raggiungere un luogo buio, lontano dall’inquinamento luminoso delle città – suggerisce Serafino –. Non bisogna utilizzare luci artificiali inutili, perché l’occhio deve abituarsi al buio. E bisogna avere molta pazienza: è una caratteristica che gli astrofili devono sempre avere». Dalla Bat alla Spagna, dunque, passando per le notti d’agosto e le stelle cadenti: l’esperienza dell’Osservatorio Andromeda conferma quanto l’astronomia sappia trasformare la curiosità per il cielo in una vera esperienza collettiva. E mentre gli occhi degli appassionati sono puntati sull’eclissi di Saragozza, anche da casa sarà possibile concedersi qualche minuto lontano dalle luci artificiali, alzare lo sguardo e aspettare che una Perseide attraversi il cielo.


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