Sardegna

Dialoghi nuragici alla scoperta della Sardegna. Tappe a Bosa, Mogoro, Norbello, Oristano e Paulilatino

Oristano

Presentato un nuovo ciclo di incontri che nei prossimi tre mesi toccherà 42 tra città e paesi dell’isola

Una rete sempre più diffusa, con più città della Sardegna coinvolte e un numero di relatori che cresce di stagione in stagione al punto da fare diventare i Dialoghi nuragici il primo appuntamento regionale di conoscenza dell’antica civiltà sarda. I numeri del nuovo ciclo di incontri, che da settembre a dicembre interessano 42 comuni dell’isola, con 55 appuntamenti diversi, e il supporto di 456 associazioni, sono infatti la testimonianza dell’importanza di una iniziativa che ormai è conosciuta in tutta la Sardegna. L’associazione Sardegna Terra di Nuraghi (già La Sardegna verso l’Unesco), che proprio qualche mese fa ha cambiato nome per avvicinarsi al traguardo Unesco, è pronta inaugurare il novo ciclo di incontri che da venerdì prossimo, 4 settembre, al 7 dicembre percorrerà l’isola con un calendario ricco e articolato, presentato oggi nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna, a Cagliari.

Accanto all’iniziativa dei Dialoghi nuragigi è stato presentato anche il progetto Visti da vicino, che già nelle passate stagioni ha consentito ad appassionati e curiosi di conoscere meglio alcuni tra i più rappresentativi monumenti dell’antica civiltà sarda.

Dopo i saluti istituzionali di Carlo Mannoni, direttore generale della Fondazione di Sardegna, che ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa e del progetto complessivo che vede protagonista l’associazione, ha preso la parola, in rappresentanza della Regione Sardegna, Andrea Dettori, capo di gabinetto dell’assessora dell’Istruzione e dei Beni Culturali, Ilaria Portas. “Abbiamo davanti un progetto complessivo che coglie appieno il significato di patrimonio culturale, che è l’eredità dei nostri padi e ciò che ci identifica come comunità”, ha evidenziato Dettori. “L’associazione Sardegna Terra di Nuraghi ci dice che il patrimonio culturale sardo è di tutti ed è vero, come è vero che ognuno di noi ha il dovere di difenderlo, valorizzarlo, tutelarlo. La Regione Sardegna è in linea con gli obiettivi di Sardegna Terra di Nuraghi”.

“La Sardegna possiede una ricchezza unica al mondo: la civiltà nuragica e i suoi monumenti”, sottolinea Pierpaolo Vargiu, presidente di Sardegna Terra di Nuraghi. “La nostra sfida è trasformare questa unicità nell’elemento più forte e riconoscibile del brand Sardegna, affiancando alla straordinaria immagine dell’isola legata al mare e all’ambiente il racconto di una grande civiltà mediterranea, capace di distinguerci da qualsiasi altro posto al mondo, di generare valore nei territori, nuove opportunità per le imprese e occupazione qualificata. Il traguardo del riconoscimento Unesco è dunque un importantissimo punto di arrivo, ma anche un eccezionale trampolino di lancio per costruire intorno alla nostra identità il futuro della Sardegna”.

Una grande rete che attraversa la Sardegna

A entrare nello specifico del progetto è stata Valeria Nurchi, socia di Sardegna Terra di Nuraghi. Alghero, Aritzo, Arzachena, Bolotana, Bosa, Cagliari, Carbonia, Carloforte, Dolianova, Dorgali, Lanusei, Macomer, Mogoro, Muravera, Norbello, Nuoro, Olbia, Oristano, Ozieri, Paulilatino, Perfugas, Portoscuso, Pula, Quartu Sant’Elena, San Gavino Monreale, San Sperate, Sanluri, Sant’Anna Arresi, Sardara, Sassari, Selargius, Senorbì, Serramanna, Sestu, Siniscola, Stintino, Tempio Pausania, Teulada, Tortolì, Villaputzu, Villasimius e Villasor. Sono i 42 comuni nei quali farà tappa l’edizione autunnale dei Dialoghi nuragici.

Presentazione dei Dialoghi nuragici nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna, a Cagliari

456 associazioni locali coinvolte

La diffusione territoriale rappresenta uno degli elementi qualificanti del progetto: “Sardegna Terra di Nuraghi” porterà archeologi, studiosi ed esperti direttamente nelle comunità, creando occasioni di incontro e confronto e rendendo la conoscenza della civiltà nuragica accessibile a un pubblico sempre più vasto.

La capillarità della presenza è il frutto della collaborazione con una rete di supporto sempre in crescita e composta oggi da 456 associazioni locali: realtà culturali, sociali, sportive, ricreative, fondazioni, Pro Loco e organizzazioni del volontariato che hanno scelto di condividere e sostenere il progetto.

Una comunità ampia che trasforma i Dialoghi nuragici da semplice rassegna culturale in un percorso partecipato nei territori, capace di coinvolgere direttamente la società sarda nella conoscenza e nella valorizzazione del proprio patrimonio.

Dai Dialoghi nuragici ai siti: parte il viaggio autunnale di Visti da vicino

Accanto ai Dialoghi nuragici proseguirà anche l’azione sociale di Visti da vicino, il programma di “visite speciali” che accompagna gli appassionati direttamente nei siti nuragici. Presentato oggi da Ennio Filigheddu, socio dell’associazione e responsabile del progetto.

Gli appuntamenti consentiranno al pubblico di osservare monumenti e paesaggi insieme agli specialisti che li studiano, trasformando la visita in un’occasione di conoscenza e approfondimento.

Il programma prevede visite dedicate ad Alghero, Isili, Orroli, Quartu Sant’Elena e Nuoro, permettendo l’esperienza diretta sui luoghi per apprezzare i monumenti, comprenderne il contesto e riconoscere nel paesaggio le tracce lasciate dalla civiltà nuragica.

Mercoledì, 2 settembre 2026

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