Ciminna, «Questo rogo non è fatalità, c’è una mano criminale»: l’omelia dell’Arcivescovo Lorefice ai funerali di Salvatore Giglia
L’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice ha presieduto i funerali del giovane Salvatore Giglia, morto per le gravi ustioni riportate nel tentativo di arginare il fuoco durante l’incendio divampato tre giorni fa alle porte di Ciminna. La celebrazione si è tenuta oggi alle ore 16.00 nella Parrocchia Santa Maria Maddalena – Chiesa Madre di Ciminna.
«Siamo tutti dentro le fiamme del fuoco che ci hanno tolto Salvatore, e con lui ci hanno tolto la vita. Le fiamme che hanno bruciato Lui, la vostra vita, tolgono pure a noi le parole. Lo strazio ci brucia. E sentiamo le nostre vite, i nostri corpi, i nostri cuori, che ardono di amore, come bruciati senza fine dalla mancanza di Salvatore. «No, no, no!» avete gridato. Non può essere vero», sono le parole con cui Lorefice si rivolge ai genitori e a tutti i parenti del ragazzo morto nell’incendio.
«Tornare a quell’istante, essere disposti anche ad accogliere la rabbia che ci suscita, ci aiuta anche a trovare il coraggio della verità: questo rogo non è una tragica fatalità, ma il frutto avvelenato di una mano criminale, vigliacca e dolosa, che continua a violentare e bruciare la nostra terra. Chi appicca il fuoco per incuria, disprezzo del bene comune o logiche delinquenziali e parassitarie calpesta la sacralità della vita umana e si macchia di un delitto esecrabile. Che va riparato. A questa barbarie che distrugge il futuro, Salvatore ha opposto la limpidezza della sua vita, il senso del dovere e il coraggio di chi difende ciò che ama fino all’estremo sacrificio».
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