Sicilia

George Clooney all’attacco: «Gli Stati Uniti sono guidati dal governo dei peggiori»

«Non è facile vivere in un Paese che è guidato dalle persone meno capaci di farlo. A novembre ci sono le elezioni di midterm che saranno sicuramente un momento per tirare le somme e se va tutto bene torneremo ad una situazione di maggiore normalità». Così oggi al Lido George Clooney, che stasera riceverà il Leone d’Oro alla Carriera nella Sala Grande del Palazzo del Cinema in occasione della serata inaugurale dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, parla della sua America senza mai citare Trump.  «L’idea poi che la crudeltà sia alla base e faccia parte del divertimento del mondo e che un segretario alla Difesa, Pete Heghset, abbia twittato una foto sulle donne delle forze armate canadesi ridendoci su è davvero una cosa assurda. Questa è kakistocrazia (il governo dei peggiori, ndr)», sottolinea l’attore e regista. «Ma qual è il senso di decenza? Dov’è finito il senso della decenza? Supereremo anche questo e ne emergeremo migliori», aggiunge.

Clooney ha parlato anche dell’impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’informazione:  «Sarà sempre più difficile convincere le persone a non credere a tutto ciò che vedono, e lo diventerà sempre di più”. Lo ha detto George Clooney durante la conferenza stampa della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, a proposito di deepfake e intelligenza artificiale. «Sarà sempre più difficile distinguere la verità, questo è un momento storico molto complicato» ha detto l’attore e regista.

E infine da Clooney, una riflessione sullo stato di salute del giornalismo: «Lo stato del giornalismo nel mondo è preoccupante. I ricchi del mondo hanno la proprietà del Washington post, di X e 5, 6 delle principali fonti di informazioni sono detenute dalle persone più ricche del mondo e questo è preoccupante. Ma c’è ancora speranza, io e mia mogli abbiamo grande ammirazione e appoggiamo il giornalismo. Io stesso e mia moglie siamo figli di giornalisti. E’ un mestiere che è sempre stato sfidato, è preoccupante ma è sempre stato così. Credo che l’informazione troverà però sempre un modo per essere libero».

 


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