Dall’UE una nuova app per la verifica dell’età sui social media
17 aprile 2026 – ore 11:30 – “Spetta ai genitori crescere i propri figli, non alle piattaforme”: queste le parole con cui la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato a Bruxelles la nuova app europea per la verifica dell’età sui social. L’applicazione, testata inizialmente in cinque Stati membri, ovvero Italia, Francia, Spagna, Grecia e Danimarca, “sarà presto a disposizione dei cittadini e consentirà agli utenti di dimostrare la propria età quando accedono alle piattaforme online”. Il provvedimento si inserisce in un quadro istituzionale sempre più attento alla regolamentazione del mondo digitale: che le piattaforme social siano in grado di creare dipendenza e provocare ripercussioni sulle “giovani menti in fase di sviluppo” è ormai un fenomeno ampiamente riconosciuto e documentato. Basti pensare alla sentenza storica che, soltanto il mese scorso, ha riconosciuto Meta (Instagram) e Google (YouTube) colpevoli di aver provocato dipendenza da social media, nonché disagi psicologici, ad una ragazza minorenne: un verdetto che ha contribuito ad alimentare il dibattito sul rapporto tra giovani e mondo digitale, oltre a rafforzare le argomentazioni di chi promuove come soluzione il ban ai social media per gli utenti al di sotto di una certa soglia d’età.
Si guarda quindi all’Australia, che dal dicembre 2025 vieta l’accesso alle piattaforme social – da Facebook a TikTok, da Instagram a YouTube – a tutti i minori di 16 anni, con pesanti sanzioni per chi non si attiene alle regole. Da questo primo ed emblematico caso sono seguiti a catena provvedimenti analoghi da una parte all’altra del globo: e i Paesi europei, in questa corsa al divieto, non sono da meno. La Grecia ha annunciato che, a partire dal 2027, vieterà l’accesso ai social media ai minori di 15 anni: proposte simili sono state avanzate con particolare determinazione anche da Francia e Spagna. In Italia, dal maggio 2024 esiste un ddl intitolato “Disposizioni per la tutela dei minori nella dimensione digitale”: l’obiettivo sarebbe quello di vietare l’accesso ai social media agli utenti d’età inferiore a 15 anni, verificandone l’età attraverso una sorta di portafoglio digitale, ma la proposta è ancora oggetto di discussione. Osservando ciò che avviene attualmente negli Stati membri, si nota dunque una criticità strutturale: nonostante il GDPR fissi una soglia di riferimento a 16 anni, non esiste ancora una vera e propria “età digitale” riconosciuta uniformemente in tutta Europa, né tantomeno una legge che vieti l’utilizzo dei social da parte dei giovanissimi.
È in questo contesto normativo frammentato e spesso incerto che s’inserisce la nuova app promossa dalla Commissione Europea: Von der Leyen ha infatti sottolineato la necessità di “un approccio europeo armonizzato” per la tutela dei minori online, auspicando l’adozione della nuova app da parte di tutti i Paesi UE. “Un numero crescente di Stati membri sta compiendo grandi progressi. Francia, Danimarca, Grecia, Italia, Spagna, Cipro e Irlanda sono in prima linea” ha spiegato la presidente, precisando che questi Paesi “stanno pianificando di integrare l’app nei loro portafogli digitali nazionali”. Il funzionamento della nuova applicazione si rifà al modello del certificato Covid digitale sviluppato da Bruxelles durante la pandemia: in questo caso, la piattaforma attesta il superamento di una determinata soglia di età, senza rivelare altre informazioni personali dell’utente. L’app si configura con il passaporto o la carta d’identità: a quel punto, è possibile dimostrare la propria età ogni volta che si accede ai servizi online. Come sottolineato da Von der Leyen, il servizio “rispetta i più elevati standard di privacy al mondo. In parole povere, è completamente anonima e gli utenti non possono essere tracciati”. Inoltre, il software “funziona su qualsiasi dispositivo: telefono, tablet, computer, ed è completamente open source”, permettendo anche ai Paesi partner di utilizzarla. Insomma, volendo riportare le parole della presidente, “non ci sono più scuse”: con quest’applicazione, l’Europa saprà offrire ai cittadini una soluzione gratuita e facile da usare, in grado di proteggere concretamente i più giovani da contenuti dannosi e illegali.
Articolo di Benedetta Marchetti




