sotto scacco la holding dei marchi “Cavalletti” e “Ricci”
Dalle vetrine patinate dei quartieri bene al cuore di un’indagine che scuote uno dei nomi più noti della pasticceria romana. Quello che per anni è stato un piccolo impero del gusto, legato a marchi storici come “Cavalletti”, “Ricci” e “Buono Come il Pane”, finisce ora sotto la lente della Procura di Roma, tra accuse pesanti e serrande abbassate.
L’operazione, coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, ha visto in campo Carabinieri e Guardia di Finanza, con il supporto dei tecnici di Areti e ACEA e degli ispettori del lavoro. Il risultato è un bilancio pesante: otto attività sospese e un’inchiesta che ipotizza un sistema diffuso di truffa e furto di energia.
Il sospetto: energia “rubata” per tagliare i costi
Il blitz è scattato dopo una serie di verifiche mirate su diversi punti vendita della Capitale. Al centro degli accertamenti, un sospetto preciso: allacci abusivi alla rete elettrica utilizzati per abbattere drasticamente le spese di gestione.
Durante i controlli sarebbero emerse situazioni irregolari tali da far scattare arresti in flagranza per furto di energia, oltre a diverse denunce. Le serrande di otto locali sono state immediatamente abbassate.
Le prime crepe ai Parioli
I segnali di una gestione problematica erano già emersi nelle settimane precedenti, quando uno dei locali simbolo, lo storico Cavalletti ai Parioli, era stato temporaneamente chiuso.
In quell’occasione, oltre alle anomalie sugli allacci, erano stati riscontrati alimenti non conformi e lavoratori irregolari impegnati in lavori di ristrutturazione.
Da lì, l’indagine si è allargata ad altri esercizi riconducibili allo stesso gruppo, distribuiti tra diversi quartieri della città, per verificare se le criticità fossero isolate o parte di un sistema più ampio.
Ombre anche sul lavoro
Non solo energia. Le verifiche hanno acceso i riflettori anche sulla gestione del personale. Durante i controlli sono stati identificati numerosi lavoratori, mentre alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti parlano di stipendi non corrisposti e rapporti di lavoro non regolarizzati.
Un fronte parallelo che potrebbe aggravare ulteriormente la posizione dei responsabili.
Il crollo di un simbolo
Per anni quei marchi hanno rappresentato una certezza per la clientela romana, tra tradizione e dolci iconici. Oggi, però, l’immagine di eccellenza lascia spazio a un quadro ancora tutto da chiarire, con un’indagine destinata a proseguire nei prossimi mesi.
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