Quadraro, a 82 anni dal rastrellamento
Ieri, venerdì 17 aprile 2026, abbiamo ricordato l’ottantaduesimo anniversario di uno degli eventi più dolorosi del periodo di occupazione nazifascista della Capitale.
Il Quadraro, quartiere popolare e operaio di Roma all’epoca, ma ancora oggi abitato dal popolo (i cosiddetti ceti subalterni), ricorderà con manifestazioni istituzionali e con iniziative “dal basso” un avvenimento che ha segnato profondamente la sua storia e che fa parte della sua identità culturale.
Non è un caso che il Quadraro (primo quartiere in Italia) sia stato insignito, nel 2004, dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, della Medaglia d’oro al merito civile per il suo contributo alla lotta di Resistenza e alla Liberazione.
Questa fu la motivazione del conferimento della Medaglia d’Oro:
«Centro dei più attivi e organizzati dell’antifascismo, il quartiere Quadraro fu teatro del più feroce rastrellamento da parte delle truppe naziste. L’operazione, scattata all’alba del 17 aprile 1944 e diretta personalmente dal maggiore Kappler, si concluse con la deportazione in Germania di circa un migliaio di uomini, tra i 18 e i 60 anni, costretti a lavorare nelle fabbriche in condizioni disumane. Molti di essi vennero uccisi nei campi di sterminio, altri, fuggiti per unirsi alle formazioni partigiane, caddero in combattimento. Fulgida testimonianza di resistenza all’oppressore ed ammirevole esempio di coraggio, di solidarietà e di amor patrio.»
Nello stesso 2004 e poi nel 2007, fui tra gli organizzatori dei due viaggi che i superstiti del rastrellamento (appena 22 nel 2004, e 12 tre anni dopo) effettuarono, insieme ad un gruppo di studenti liceali, a Fossoli (Modena), il maggior campo di concentramento e di smistamento in Italia; il campo nel quale transitarono tutti i rastrellati antifascisti che venivano destinati ad Auschwitz o in altri lager della Germania e dei paesi occupati dai nazisti.
Di quel gruppo di superstiti vorrei ricordare Sisto Quaranta, che fu l’animatore delle prime iniziative che, dall’inizio degli anni novanta, furono organizzate per riportare alla luce della memoria storica quell’episodio ingiustamente dimenticato nell’immediato dopoguerra. Da quei due viaggi sono scaturiti un filmato e un volume, “Quadraro una storia esemplare”, curati dal sottoscritto ed editi entrambi da Ediesse editrice.
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