Ambiente

Da Fondazione Olmo elogio della misura a tavola, consumo light vino ok in diete bilanciate – Cibo e Salute

Il consumo moderato di vino non può
interpretato secondo categorie assolute di “bene” o “male”, ma
deve essere letto attraverso il bilanciamento tra benefici e
rischi. Su questa linea guida hanno concordato gli esperti nel
campo della nutrizione, dell’epidemiologia, della medicina e
delle scienze sociali riuniti oggi presso la Villa Medicea La
Ferdinanda di Artimino per la giornata di studio “Elogio della
misura. Verità scientifiche per difendere il modello
mediterraneo”, promossa dalla Fondazione Giuseppe Olmo Ets,
Ad aprire i lavori è stata la presidente della Fondazione
Giuseppe Olmo, Annabella Pascale, che ha ribadito il valore
culturale e scientifico dell’iniziativa: “La misura rappresenta
oggi una chiave fondamentale per interpretare la complessità del
presente. Crediamo sia necessario riportare il dibattito
pubblico su basi scientifiche solide, senza
semplificazioni ideologiche.” Organizzata dal Prof. Fulvio
Mattivi in collaborazione con il Prof. Attilio Scienza, la
giornata ha posto al centro il progressivo allontanamento dal
modello mediterraneo, la crescita dei cibi ultra-processati e il
ruolo della cultura alimentare nella prevenzione delle malattie
croniche.

   
Un alert arriva da Licia Iacoviello, secondo la studiosa
“le disuguaglianze sociali stanno progressivamente trasformando
la Dieta Mediterranea da patrimonio condiviso e popolare a
comportamento selettivo, più diffuso tra i gruppi socialmente
avvantaggiati”. Mentre Giovanni de Gaetano, tra le figure di
riferimento della ricerca cardiovascolare internazionale, ha in
particolare affrontato il tema del rapporto tra vino e salute,
invitando a superare approcci ideologici e letture semplificate.

   
“Il vino non cura le malattie cardiovascolari, ma è associato
statisticamente a una riduzione del loro rischio, così come non
causa il cancro, ma è associato a un rischio aumentato di alcuni
tumori. Esiste una finestra di beneficio associata al consumo di
dosi moderate, ben distinta dagli effetti dannosi del consumo
che si evidenziano in corrispondenza di dosi crescenti.” Inoltre
il ricercatore ha richiamato anche il valore storico e culturale
del vino nella civiltà mediterranea:”Sono almeno 3.000 anni che
la cultura mediterranea, raccontata nell’Odissea di Omero, ha
distinto l’uso moderato, consapevole e culturale del vino dal
suo uso irregolare ed eccessivo. Ulisse e Polifemo rappresentano
ancora oggi, in modo esemplare, gli effetti salva-vita e quelli
gravemente dannosi della stessa sostanza.”
Fulvio Ursini, professore emerito di Chimica Biologica
all’Università di Padova, che messo in guardia rispetto alla
crescente tendenza culturale e politica verso l’idea del
“rischio zero”, ricordando come la salute derivi invece da un
equilibrio dinamico: “La salute non è il risultato
dell’eliminazione di ogni rischio, ma dell’equilibrio tra
stimoli, limiti e capacità di adattamento.”

   

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