Basilicata

Cosenza calcio: trattativa congelata con i canadesi, scatta la protesta

Slitta la trattativa e la data di consegna dei documenti del Cosenza Calcio ai canadesi da parte di Guarascio: preoccupazione dei tifosi che indicono una protesta


COSENZA – Sale e non di poco la frustrazione e il malumore nella tifoseria cosentina e nella città. La fumata non bianca relativa all’incontro di lunedì tra Guarascio e l’emissario dei canadesi non è stata una notizia rassicurante. Anzi, lo scivolamento ad altra data della consegna del documento che il gruppo acquirente avrebbe chiesto e atteso dalla società, è una notizia che fa ritornate in mente le “furbate” messe in atto lo scorso anno di questi tempi.

«Non vorremmo che si riproponesse lo show messo in atto con il gruppo Oliva al bar Dante nello scorso anno». Questa è la preoccupazione principale dei tifosi. «Non vorremmo che il Consiglio comunale e il sindaco Caruso in prima persona ricadessero nella trappola di Guarascio. Lo stadio non deve averlo». Continuano i tifosi.

Insomma aria cattiva in città, mentre fervono i preparativi per la manifestazione contro la società in programma venerdì 29 maggio 2026. La speranza di tutti è che prima di venerdì la bella notizia, anche parziale, fosse comunicata ufficialmente dalle parti in causa, ma in questo silenzio assordante, tra tutti questi sussurri e mezze notizie, l’aria si fa pesante e pericolosa.

C’è chi sostiene con assoluta certezza che Guarascio non vende perché non può vendere. Oppure: non mostra le carte perché non può farle vedere. Chissà cosa vorrebbe dire. Davanti a questi pensieri si resta basiti e increduli. Una ventata di verità dovrebbe arrivare anche per una sorta di rispetto per chi ancora crede nelle regole e nelle cose fatte secondo le norme.

I DUBBI E L’AMAREZZA

Si vedrà se un giorno si saprà la verità, ma i dubbi sono enormi, basti pensare che ancora non si conosce la verità (nessuno ufficialmente lo ha detto) su chi ha la responsabilità della penalizzazione subita lo scorso campionato che è costata una bella parte della retrocessione; non si sa chi ha pignorato i conti del Cosenza per 500mila euro; non si conoscono tante altre piccole grandi verità su tanti piccoli grandi problemi che questa società ha vissuto negli ultimi tre anni. Non si sa perché Peppe Ursino è andato via; non si sa perché Salvatore Gualtieri è andato via, ecc…ecc… Solo verità supposte visto che della presidenza o dall’amministratore unico non si riesce ad avere un confronto serrato con la stampa. Non è il massimo della trasparenza e del rispetto.

Davanti a questo scenario come si può pensare di continuare a fare calcio a Cosenza con questo modo di operare da parte di chi sostiene e si atteggia a padrone mentre è solo il proprietario delle quote sociali che, senza l’appoggio della città e delle istituzioni, valgono praticamente zero. Su questo ha ragione l’ex presidente Pino Citrigno che sostiene con fermezza: «Al momento valore del Cosenza calcio equivale a zero».

Eppure di fronte a questa innegabile realtà dello stato delle cose, Guarascio continua a ostinarsi a volersi nascondere, continua a sfuggire alle incessanti richieste di tutta la città di farsi da parte e cedere la società della squadra della città. Oltretutto, pur difronte a una valore quasi zero c’è chi offre un bel poco di milioni per sostituirlo. Sembra incredibile che davanti a una offerta di sei/sette milioni di euro Guarascio tentenni, vuol dire che il suo “amore” verso il Cosenza vale di più.


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