Una Romagna a due velocità”. Ma la provincia di Ravenna rimane la più “ricca

L’analisi dei redditi dichiarati nel 2025, sull’anno d’imposta 2024, curata dall’Osservatorio Cisl Romagna su dati del Ministero dell’economia e delle finanze, delinea un territorio caratterizzato da una crescita che “non riesce a distribuirsi in modo uniforme, lasciando emergere divari strutturali tra province e comuni”, spiega il sindacato.
Dove vivono i più ricchi della Romagna? La mappa dei redditi aggiornata città per città
Sebbene l’area romagnola mostri dinamicità, il reddito medio imponibile si attesta a 23.016,76 euro, una cifra che resta sensibilmente inferiore alla media regionale dell’Emilia-Romagna, pari a 25.665,66 euro. A livello provinciale, Ravenna guida la classifica con un reddito imponibile medio di 24.153,64 euro, seguita da Forlì-Cesena con 23.405,16 euro, mentre la provincia di Rimini si conferma l’area con i valori più bassi, fermandosi a 21.267,42 euro.
I dati per provincia
Nella provincia di Ravenna, i valori più alti si registrano a Lugo con 25.396,72 euro, a Bagnara di Romagna con 25.155,26 euro, a Ravenna con 24.869,15 euro e a Faenza con 24.789,99 euro. Quella di Forlì-Cesena vede primeggiare Cesena con 24.974,60 euro e Forlì con 24.622,71 euro, seguite da Modigliana con 24.564,37 euro e Bertinoro con 23.872,06 euro. Più staccata la provincia di Rimini, dove il comune con il reddito dichiarato più alto e Montegridolfo che raggiunge 22.367,49 euro seguito da Santarcangelo di Romagna con 22.113,70 euro, il capoluogo Rimini raggiunge i 21.971,92 euro, seguito da Riccione con 21.622,56 euro.
Le differenze si fanno ancora più marcate analizzando le singole categorie di reddito, dove il lavoro dipendente in Romagna sconta un ritardo rispetto alla media regionale di 23.445,66 euro. I lavoratori dipendenti della provincia di Ravenna dichiarano mediamente 24.864,15 euro e quelli di Forlì-Cesena 23.445,66 euro, mentre a Rimini la media scende a 21.515,88 euro. Un trend simile si riscontra per le pensioni: a Ravenna l’assegno medio è di 22.819,48 euro e a Forlì-Cesena di 21.580,74 euro, mentre a Rimini il valore medio cala fino a 20.195,26 euro.
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“I dati del nostro Osservatorio confermano che la Romagna è un territorio a più velocità, dove la crescita economica non riesce ancora a distribuirsi in modo equo e dignitoso – spiega il segretario generale Cisl Romagna, Francesco Marinelli –. Il fatto che il reddito medio dei romagnoli, pari a 23.016,76 euro, rimanga sensibilmente inferiore alla media regionale evidenzia un divario che non possiamo più permetterci di ignorare. Accanto alla sofferenza dei salari, emerge con altrettanta nettezza la condizione critica dei nostri pensionati, che sono sempre più esposti all’erosione del potere d’acquisto”.
“Per queste ragioni – chiosa Marinelli –, riteniamo che non sia più sufficiente parlare genericamente di occupazione: oggi è diventato fondamentale e urgente investire sul lavoro di qualità e sulla stabilità dei contratti. Non possiamo costruire il futuro della Romagna sulla precarietà o su salari che non garantiscono un’esistenza dignitosa né oggi né in prospettiva pensionistica”.
A complicare, oggi, il quadro sono secondo il sindacato anche le crisi aziendali in atto che “rischiano di aggravare la situazione economica locale. Le difficoltà nei settori chiave, tra ammortizzatori sociali e minacce di licenziamento, colpiscono duramente il lavoro dipendente, comprimendo ulteriormente i salari e aumentando la precarietà. Il rischio concreto è che questa instabilità industriale si trasformi rapidamente in una nuova emergenza sociale per moltissime famiglie del territorio romagnolo”.
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